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Catanzaro. Presentato il Progetto "InsideOut" all'interno della Casa circondariale PDF Stampa
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calabriamagnifica.it, 17 settembre 2019


È partito il Progetto dedicato all'inclusione socio-lavorativa di soggetti detenuti reclusi. Ieri, alle ore 11.30, presso la Casa Circondariale "Ugo Caridi" di Catanzaro, è stato presentato il nuovo Progetto "InsideOut", finanziato da Caritas Italiana e realizzato dal Centro Calabrese di Solidarietà di Catanzaro.

Le Autorità pubbliche e le diverse figure che sono intervenute questa mattina alla Conferenza Stampa di presentazione, sono state: Mons. Vincenzo Bertolone, Vescovo di Squillace/Catanzaro; la dott.ssa Angela Paravati, Direttrice della Casa Circondariale "Ugo Caridi" di Catanzaro; il Magistrato di Sorveglianza Angela Cerra; Antonio De Marco, Centro Calabrese di Solidarietà di Catanzaro; Don Roberto Celia, Direttore Caritas di Catanzaro/Squillace; Silvia Saladino, Referente Progetto InsideOut, Centro Calabrese di Solidarietà di Catanzaro; Antonella Prestia, Referente Progetto Caritas di Catanzaro. Il Progetto, gestito dal Centro Calabrese di Solidarietà di Catanzaro (Ccs) e dalla Caritas Diocesana di Catanzaro-Squillace, sarà dedicato al reinserimento socio-lavorativo ed all'accoglienza abitativa dei detenuti.

Nella conferenza di oggi sono stati evidenziati gli obiettivi del progetto, nonché i principi importanti come quelli del concetto di Giustizia Riparativa e di Pubblica Utilità, nonché il principio importante della funzione riabilitativa della pena, che si basa sull'obiettivo di promuovere un reinserimento socio-lavorativo del detenuto, attraverso misure alternative alla detenzione.

In particolare ha sottolineato la Direttrice della Casa Circondariale "Ugo Caridi" di Catanzaro, la Dott.ssa Angela Paravati che - " il progetto è fondamentale perché c'è la garanzia dei suoi promotori, che sono la Caritas e il Centro Calabrese di Solidarietà con cui - spiega la Dott.ssa - abbiamo rapporti ormai importanti e solidali".

Inoltre, continua a spiegare la Direttrice del Carcere che - "il progetto in una delle sezioni prevede delle borse lavoro per i detenuti che effettueranno lavori all'esterno e quindi potranno avere una retribuzione che sicuramente va ad aiutare quel percorso di crescita e di reinserimento all'interno della società". E poi c'è un aspetto importante, continua ancora la Paravati, - "l'aspetto sulla Pubblica Utilità, i detenuti andranno ad effettuare gratuitamente dei lavori nelle parrocchie del comprensorio e dei lavori anche manutentivi, anche del verde, per cui è un modo per loro di ripagare la società per gli errori che hanno fatto" -.

Ad evidenziare gli obiettivi proprio del progetto è stato durante la Conferenza, Antonio De Marco - Centro Calabrese di Solidarietà di Catanzaro - il quale ha dichiarato: - "presentato insieme con la direzione delle carceri e con il Magistrato di Sorveglianza, questo progetto - InsideOut - è un progetto finanziato dalla Caritas italiana e realizzato dal Centro Calabrese di Solidarietà, che ha l'obiettivo di promuovere un'esperienza di apertura delle carceri sul territorio e di inserimento sociale e lavorativo dei detenuti sul territorio stesso, attraverso forme alternative alla detenzione domiciliare e attraverso borse di studio e di lavoro, per consentire la realizzazione degli obiettivi di reinserimento sociale-lavorativo e di riabilitazione che sono la base dell'esperienza detentiva".

Don Roberto Celia, Direttore Caritas di Catanzaro/Squillace, ha invece evidenziato come è fondamentale lo spazio della parrocchia all'interno di questo progetto – "È un progetto con cui stiamo cercando di includere le parrocchie, tre parrocchie hanno aderito a questo progetto, per fare in modo tale che le persone possano inserirsi man mano nella società, a partire dalla parrocchia che è sempre un luogo e un ambiente di accoglienza". Continua ancora Don Roberto Celia, affermando "la difficoltà maggiore per una persona è dimostrare agli altri che è cambiato. Non tutti trovano, come si legge nella parabola, - un padre che accoglie e che fa festa - c'è bisogno molte volte di superare un pregiudizio e il pregiudizio sappiamo bene che è un po' difficile da scardinare".

Silvia Saladino, Referente Progetto InsideOut, Centro Calabrese di Solidarietà di Catanzaro, ha sottolineato invece l'importanza delle attività di sensibilizzazione all'interno del territorio, che spesso è - " proprio il terreno di coltura su cui si forma il fenomeno della devianza e in cui si amplifica il fenomeno della devianza. Quindi il progetto insisterà sulla sensibilizzazione della comunità con attività seminariali, con un percorso che coinvolgerà le scuole di Catanzaro, con la realizzazione addirittura di un corso cinematografico che faremo all'interno delle mura del carcere di Catanzaro".

Antonella Prestia, Referente Progetto Caritas di Catanzaro, ha infine sottolineato come - "questo progetto - InsideOut - è stato sostenuto e finanziato da Caritas Italiana che nell'ambito di un progetto carcere più nazionale vuole promuovere una idea di giustizia che non reprime l'essere umano, ma che lo rende sempre più responsabile e consapevole di una responsabilità nei confronti della comunità, nei confronti della quale ha commesso questa violazione" -. Continua ancora la Referente del Progetto Caritas di Cantanzaro - "è un progetto che tende a promuovere una cultura della mediazione e quindi vuole, non solo favorire l'inserimento e la riabilitazione, quanto anche permettere la riparazione di quella relazione che si è rotta tra il reo e la vittima, tra il reo e la società, tra il reo e la comunità, perché si ritiene che la relazione che si ripara è lo snodo attraverso il quale passa il riscatto sia del reo che della vittima. Stiamo tendendo verso una giustizia riparativa, è quello che dovrebbe permettere a questa società veramente di evolvere, di dimostrare come si garantisce anche il principio del giusto processo".

 

 

 

 

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