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La Spezia. "La società non vuole vedere il carcere. Noi andiamo avanti" PDF Stampa
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cittadellaspezia.com, 13 settembre 2019


Le parole della dirigente uscente di Villa Andreini: "Chi mi sostituirà troverà un reparto pronto". I dati: il 60 per cento della popolazione detenuta è straniera, molti hanno problemi legati ad alcol e stupefacenti. "Noi siamo chiamati a svolgere un compito importante e a lavorare con una realtà che la società non vuole vedere. Voi lo portate avanti con dedizione e dignità. Anche se sto lavorando a Massa e qui sono in missione quando arriverà il mio successore troverà un reparto pronto. In questi anni siamo diventati una squadra, voi avete svolto il vostro dovere mostrando doti non comuni".

Una commossa Maria Cristina Bigi, direttrice di Villa Andreini, si è rivolta così ai suoi uomini in occasione del 202esimo anniversario di fondazione del Corpo di Polizia penitenziaria. La cerimonia si è svolta questa mattina in Provincia alla presenza delle massime autorità militari, civili e religiose cittadine.

"È stato un anno molto difficile, perché i numeri a livello nazionale stanno salendo e cominciamo ad avere dei tassi di sovraffollamento elevati - ha aggiunto, ai taccuini di Città ella Spezia Bigi -. Il disagio psichico aumenta e la gestione all'interno degli istituti rimane complessa. La casa circondariale spezzina ha una sua caratteristica e riesce a coniugare la sicurezza con il trattamento e a rispettare la dignità del detenuto, di questo ne sono molto orgogliosa anche se io adesso ho una missione su questo istituto che si risolverà con un'assegnazione ad un nuovo collega.

Al momento a turno ci sono ottanta agenti compresi i ruoli apicali e la nostra casa circondariale ha sempre avuto una media di 210 detenuti. Ora siamo a 249, per noi significa che all'interno della casa circondariale non sono possibili gli spostamenti che ci consentono di aumentare la vivibilità.

Nonostante questo, con l'aiuto di tutti, in primis delle aree pedagogica e sanitaria riusciamo a mettere in piedi quei progetti che consentono al detenuto di mantenere un rapporto con l'esterno e di svolgere una detenzione più che dignitosa. Gli agenti di Polizia penitenziaria garantiranno anche un servizio esterno al carcere, perché la visibilità rimane importantissima ma anche per un continuo rapporto tra le forze di polizia è fondamentale e fa parte della della sicurezza pubblica".

La dirigente è intervenuta al termine della lettura dei messaggi istituzionali del presidente Mattarella, del ministro della Giustizia e del capo dipartimento. Nel corso della cerimonia sono stati elencati anche alcuni dati relativi alla struttura carceraria spezzina.

A fare il punto è stata la comandante della Polizia Penitenziaria Leonarda Nadia D'Anna: "Siamo chiamati a tutelare l'ordine e la sicurezza nell'istituto e della sicurezza pubblica. Elementi che implicano: vigilanza, custodia, tutela dei detenuti che alla Spezia sono più di 240. Si tratta di una popolazione carceraria eterogenea composta al 60 per cento da cittadini stranieri. Molti detenuti hanno gravi problematiche psichiatriche dovute ad alcolismo e tossicodipendenza. Il personale spezzino ha fronteggiato, nel corso del 2019, 57 eventi critici tra i quali 12 colluttazioni, 3 aggressioni nei confronti del personale, 39 casi di autolesionismo e altri gesti estremi. Il poliziotto penitenziario nella presa in carico di ciascun detenuto per tutta la durata della sua detenzione si trova a intervenire sempre sia in via preventiva che dopo un evento funesto. Il mio personale conta 111 unità presenti, di cui 9 donne.

Gli agenti hanno immatricolato 246 detenuti, scarcerato 108 ristretti, provveduto all'espulsione di 7 detenuti, eseguito 101 prelievi del dna ai soggetti ristretti. Il locale Nucleo Traduzioni e Piantonamenti, con un organico di 12 unità, ha effettuato 435 traduzioni di cui una "via aerea", movimentando 684 detenuti; ha garantito 204 traduzioni per visite mediche ambulatoriali dei detenuti e 13 piantonamenti presso luoghi esterni di cura.

Il personale complessivo impiegato nelle traduzioni è stato pari a 1.667, inoltre ha espletato il servizio di polizia stradale e il servizio di ordine pubblico presso Io stadio cittadino e in occasione di manifestazioni pubbliche. In ossequio ai principi e ai diritti costituzionalmente garantiti e previsti nel nostro O.P. sul mantenimento delle relazioni familiari, l'ufficio colloqui, formato da n. 4 unità, con la collaborazione dei poliziotti in servizio che consentono la movimentazione dei detenuti per tale finalità: garantisce una media di circa 400 colloqui mensili per un totale annuo pari a circa 4.800".

D'Anna ha proseguito nella sua relazione: "All'interno della casa circondariale il personale gestisce una media di telefonate mensili di circa 1.100 per un totale annuo pari a circa n. 13.200. Nell'anno 2019 ad oggi hanno effettuato accesso 595 minori per i colloqui con il familiare ristretto e, per essi si svolgono annualmente circa 70 incontri pomeridiani nella "sala ludoteca" nell'ambito della progetto su genitorialità padre e figli.

Fondamentale è stato altresì il contributo dell'ufficio Comando, ovvero, collaboratori del comandante, impegnati: nelle comunicazioni di rito di ogni evento critico verificatesi in istituto agli organi Superiori dell'amministrazione penitenziaria, anche tramite Sistemi interni in uso, e alle Autorità Giudiziarie, all'espletamento delle attività di indagini di iniziativa o delegate, dalla procura della repubblica o subdelegate da altre forze di polizia (nel corso dell'anno sono stati redatti 95 atti di polizia giudiziaria.

Un'unità, unitamente a un poliziotto dell'Ufficio trattamento, entrambe coordinate direttamente dalla sottoscritta, sono state impegnate nelle istruttorie disposte dalla magistrature di sorveglianza finalizzate a definire i contenziosi relativi ai ricorsi per inumana detenzione. Ad oggi sono state circa 300 (con una media dì 75 annui. Di primaria importanza è stato anche il contributo del reparto (con la formazione di un "gruppo di monitoraggio" e la nomina di due unità di polizia penitenziaria referenti) nelle attività di monitoraggio del fenomeno della radicalizzazione violenta e del proselitismo in ambito penitenziario.

Il reparto ha provveduto al delicato compito di scorta e tutela all'ex Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, Inoltre, ha seguito le delicate e numerose attività trattamentali svolte all'interno dell'istituto ma anche attività organizzate all'esterno. A riguardo vorrei ricordare, l'impiego di un cospicuo numero dei miei uomini e di mezzi che sono stati necessari per realizzare degli eventi teatrali a cui hanno partecipato 17 detenuti, nelle date del 29 - 30 - 31 gennaio e 1 febbraio 2019 e che si sono svolte presso l'Auditorium del Centro Culturale "Dialma Ruggiero", anche duraste le ore serali. Un servizio eccellente e di grande responsabilità. Ricordo inoltre che all'interno dell'istituto operano anche ditte esterne, con manodopera detenuta, seguiti anche dalle unità addette all'area Polizia Penitenziaria della Spezia".

 

 

 

 

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