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Iran. Blogger di viaggio arrestati, fotografavano con un drone PDF Stampa
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di Giordano Stabile


La Stampa, 13 settembre 2019

 

L'Iran arresta tre cittadini australiani e alza il tiro contro Canberra, colpevole di aver aderito alla coalizione internazionale a guida americana che pattuglierà le acque del Golfo persico. Gli arresti sono stati eseguiti alla fine di luglio ma sono emersi soltanto adesso. Le autorità australiane hanno rivelato i nomi di due dei detenuti.

Sono i blogger Jolie King e Mark Firkin, in viaggio attraverso il Medio Oriente per realizzare reportage da pubblicare su Instagram. Sono stati fermati perché sorpresi a usare un drone senza permessi. Il timore è che vengano accusati di "spionaggio".

Jolie King ha anche passaporto britannico e Londra ha affiancato Canberra nell'azione di protezione consolare. Di origine australiana Nel 2017 Jolie e Mark sono partiti dall'Australia occidentale per un viaggio attraverso l'Asia con destinazione finale la Gran Bretagna. Hanno pubblicato con regolarità immagini e video della loro lunga avventura su Instagram e You Tube, una pratica comune per finanziare questo tipo di reportage, e hanno accumulato ventimila follower. "La nostra motivazione principale - raccontavano - è ispirare tutti a viaggiare, e a rompere tabù e pregiudizi nei confronti di Paesi bistrattati dai media".

Un proposito nobile che si è infranto con la diffidenza delle autorità iraniane, che li avrebbero sorpresi, secondo la tv australiana, a usare un drone per le riprese senza permessi. Il terzo cittadino australiano arrestato è una donna, ma non è stata identificata. Anche lei possiede un secondo passaporto britannico. La sua situazione sarebbe più seria, in quanto già processata e condannata a dieci anni di carcere, quasi certamente per spionaggio. Si sa che ha frequentato l'università di Cambridge e lavorava in un ateneo in Australia.

Tutti e tre gli australiani sarebbero nella prigione di massima sicurezza di Evin, dove è stata a lungo rinchiusa un'altra britannica, Nazanin Zaghari-Ratcliffe, anche lei accusata di spionaggio. Mercoledì, anche per questo caso, il ministro degli Esteri britannico Dominic Raab ha incontrato l'ambasciatore iraniano.

Sul tavolo anche la questione del sequestro della petroliera Stena Impero, ancora in mani iraniani. Raab ha denunciato "l'anomalo numero di cittadini con doppio passaporto detenuti in Iran". Ma adesso lo stesso problema investe l'Australia, che ha appena aderito alla coalizione internazionale a guida Usa nel Golfo. È probabile che gli arresti siano una ritorsione di Teheran.

 

 

 

 

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