Giovedì 19 Settembre 2019
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Alta tensione sulla riforma della giustizia PDF Stampa
Condividi

di Giovanni Negri


Il Sole 24 Ore, 11 settembre 2019

 

Resta ad alta tensione la partita della riforma della giustizia targata Bonafede. Il cambio delle forze di Governo, con l'ingresso del Pd e l'uscita della Lega, fa venire meno anche l'accordo politico che condizionava l'entrata in vigore, prevista per il 2020, delle nuove modalità di calcolo della prescrizione a un pacchetto di norme che accelerasse l'andamento dei procedimenti soprattutto penali.

Il testo era stato approvato "salvo intese" dopo una riunione fiume del Consiglio dei ministri lo scorso 1° agosto, dove l'intesa di fondo era stata raggiunta sulla parte dedicata al nuovo sistema di elezione del Csm e sulle modifiche al Codice di procedura civile. Sul penale Lega e 5 Stelle erano rimasti distanti, del tutto insufficienti erano state infatti ritenute dalla Lega le misure delineate dal disegno di legge elaborato dal ministero della Giustizia. A partire dalla determinazione di una soglia di durata coincidente con quella già oggi fissata dalla Legge Pinto, 6 anni.

Nelle prossime ore dovrebbe partire un non facile confronto nella nuova maggioranza. Se sullo sfondo resta la distanza su temi chiave come la riforma dell'ordinamento penitenziario, messa a punto dall'amministrazione Orlando e poi subito accantonata dal nuovo ministro Alfonso Bonafede, o la revisione della disciplina delle intercettazioni, anche questa elaborata da Orlando e congelata sino a fine anno da Bonafede, a non volere ricordare il diverso sistema di conteggio della prescrizione previsto da Orlando e modificato da Bonafede, anche sulle misure per accelerare i processi e rivedere il sistema elettorale del Csm potrebbero essere scintille.

Da vedere infatti è quanto possa essere condivisa nel Pd una soluzione cui sono invece molto legati i 5 Stelle come quella della dose di sorteggio per la scelta dei futuri consiglieri. Certo da pesare ci sarà anche il pesante coinvolgimento di 2 parlamentari del Pd (Luca Lotti e Cosimo Ferri) nello scandalo nomine che ha investito il Consiglio, ma i mal di pancia sul punto sono prevedibili. Come pure sull'irrigidimento delle sanzioni disciplinari per i magistrati che non rispettano i tempi di durata dei giudizi oppure su norme bandiera come l'innesto possibile della valutazione psicologica nell'esame di idoneità delle toghe.

Tra magistrati e avvocati poi l'allarme resta alto. Con le Camere penali che hanno scritto a tutti i parlamentari aprendo al confronto sui tempi della giustizia, sottolineando però quella che è ritenuta una precondizione e cioè la cancellazione dello stop alla prescrizione dopo il primo grado di giudizio; mentre l'Anm convoca il direttivo per venerdì, con all'ordine del giorno le modifiche al codice etico dopo il caso Csm, sabato è indetta l'assemblea dei soci e domenica la presentazione in diretta streaming dei candidati alle elezione suppletive del Consiglio.

 

 

 

 

06

 

06

 

06


 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it