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Iran. Condannata per essere andata allo stadio, si dà fuoco per protesta e muore PDF Stampa
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milleunadonna.it, 11 settembre 2019


Sahar Khodayari, la 29enne iraniana che si era data fuoco nei giorni scorsi davanti a un tribunale di Teheran dopo la condanna per avere violato il divieto per le donne di entrare negli stadi, è morta la scorsa notte a seguito delle ustioni riportate. La 29enne era stata fermata lo scorso 12 marzo allo stadio Azadi di Teheran dopo esservi entrata travestita da uomo per assistere alla partita della sua squadra - l'Estghlal, allenata ora dal tecnico italiano Andrea Stramaccioni - contro l'Al Ain, club degli Emirati Arabi Uniti.

Khodayari, che si era anche ritratta nell'impianto con un selfie, era stata detenuta per alcuni giorni nel carcere femminile di Gharchak Varamin a sud di Teheran, ritenuto tra i peggiori in termini di condizioni di vita. Quando a inizio settembre era stata convocata da un procuratore di Teheran per il sequestro del suo telefono cellulare, aveva appreso che le era stata comminata una condanna a sei mesi per oltraggio al pudore. A quel punto si era data fuoco, procurandosi ustioni di terzo grado nel 90% del corpo.

Il caso ha riacceso le polemiche sul divieto per le donne iraniane di assistere alle partite maschili negli stadi di calcio, occasionalmente allentato nei mesi scorsi su pressioni della Fifa ma tuttora in vigore. In sostegno di Khodayari si è espressa nei giorni scorsi anche la deputata Parvaneh Salahshouri, lanciando appelli alla sensibilizzazione contro le discriminazioni subite dalle donne nella Repubblica islamica.

La notizia ha destato forti impressioni anche in Italia. "Rabbia e dolore per la morte di una giovane tifosa che si era data fuoco per protesta contro le intollerabili discriminazioni subite nel suo Paese, l'Iran. Una protesta estrema contro un possibile processo per aver tentato di entrare in uno stadio durante una partita di calcio a Teheran", dichiara la senatrice Pd e capogruppo in commissione diritti umani Valeria Fedeli.

"Pur di seguire la sua squadra del cuore, questa ragazza - afferma Fedeli - si era travestita da uomo sfidando il divieto di ingresso alle donne. Arrestata dalla polizia religiosa, ha trascorso alcuni giorni in uno dei peggiori carceri in termini di violazioni dei diritti umani.

Si è data fuoco quando ha saputo della condanna a sei mesi per oltraggio al pudore. Una vicenda che ci impone di continuare a fare pressione contro le discriminazioni di genere e di farlo in tutte le sedi internazionali, insieme a tutti soggetti che possono esercitare un'influenza in quelle aree del mondo dove non sono riconosciuti e tutelati i diritti fondamentali e le libertà delle persone".

 

 

 

 

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