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Droghe: quando la prevenzione passa dalle fogne delle scuole... PDF Stampa
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di Emanuela Micucci

Italia Oggi, 25 maggio 2010

Consumo di droga sempre più precoce in Italia. La prevenzione, allora, passa per le fogne della scuola. Questo il piano che sta sperimentando in 8 città campione il dipartimento delle politiche anti-droga della presidenze dei ministri, guidato dal sottosegretario Carlo Giovanardi. Perché gli studenti sono sempre di più sballati prima dello squillo della campanella, mentre la droga entra negli istituti scolastici con una facilità disarmante.
Il primo appuntamento con gli stupefacenti è tra i 14 e i 16 anni, ma la prima volta per 1 ragazzo su 5 è tra gli 11 e i 14 anni. E non si ferma la primo amore ma 9 ragazzi su 10 provano anche altre sostanze. Una fotografia allarmante scattata recentemente dalla ricerca nazionale “Giovani, uso di sostanze, precarietà e genere”, che si somma ai tanti fatti di cronaca.
Come il giro di spaccio messo in atto da un sedicenne con ordinazioni criptate via sms e consegne della roba negli istituti durante gli intervalli. Tra le mura delle scuole, dunque, si spaccia e si consuma. Fumo ma anche strisce di cocaina. Per monitorare il consumo di droga nelle scuole sta il dipartimento anti-droga individuerà una scuola-campione, che rimarrà segreta, a Torino, Roma, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Napoli e Palermo, e per una settimana monitorerà gli scarichi fognari dell’istituto per registrare la presenza di stupefacenti nelle urine tra gli studenti. I campioni sanno poi analizzati dal laboratorio dell’istituto di ricerca Mario Negri di Milano, dove verranno portate a termine le analisi chimiche dei residui prelevati.
Ampio lo spettro delle sostanze che saranno intercettate. Il progetto rientra nella strategia di prevenzione primaria per contrastare consumo e spaccio a ritroso: dalle fogne ai bagni delle scuole monitorate. In prospettiva la sperimentazione potrebbe estendersi anche ad altri istituti in modo da arrivare a un vero censimento delle scuole più a rischio. Immediata la reazione contraria dei radicali: “A cosa serve e quanto costa”, chiede Giulio Manfredi, “una volta che si appurasse che la scuola i questione ospita schiere di consumatori di sostanza illegali, cosa si fa? La si chiude? La si presidia ogni giorno con i cani poliziotto?”. Ma la strategia del governo fa proseliti. A Trieste il sindaco Roberto Dipiazza pensa a un’iniziativa analoga: “Rilevata l’eventuale presenza di sostanze stupefacenti, di concerto con le forse dell’ordine, agiremo per individuare gli spacciatori”.
 

 

 

 

 

 

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