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Haiti: Onu; dopo il terremoto la polizia sparò sui detenuti in rivolta, 20 furono uccisi PDF Stampa
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La Stampa, 25 maggio 2010

La polizia di Haiti è responsabile della strage avvenuta nel carcere di Les Cayes una settimana dopo il terremoto di gennaio. Lo rivela il “New York Times”. La rivolta avvenne nel carcere di Les Cayes il 19 gennaio scorso. Per alcune ore i 467 detenuti, rinchiusi in 14 celle, riuscirono a conquistare il controllo della prigione. Dopo alcune ore di incertezza la polizia assalì la prigione: almeno venti detenuti morirono. Secondo le autorità il leader della insurrezione, “Ti Mousson” Cazeau, avrebbe sfruttato l’occasione per regolare vecchi conti.
Ma numerosi testimoni hanno raccontato al New York Times una versione diversa: “I poliziotti hanno urlato ai detenuti di stendersi faccia a terra - ha rivelato un testimone - quindi hanno cominciato ad aprire il fuoco, da distanza ravvicinata: un’esecuzione”. “Gli agenti hanno sparato ad un sacco di gente totalmente disarmata. C’era sangue dappertutto”, ha raccontato un altro detenuto. Numerosi detenuti sono stati ucciso o feriti nel cortile della prigione. Altri all’interno delle celle.
Le uniche immagini della strage, scattate alcune ore dopo da un ufficiale delle Nazioni Unite, mostrano scene orribili. Sono finite in un dossier che gli agenti delle Nazioni Unite ad Haiti stanno preparando sulla strage nel tentativo di accertare le vere responsabilità. I corpi dei detenuti uccisi erano stati trasferiti con un camion ad un becchino che aveva provveduto alla sepoltura in un luogo rimasto misterioso. I familiari delle vittime non sono mai stati avvertiti di quanto era accaduto.
 

 

 

 

 

 

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