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Vigevano (Pv): manca l'assicurazione, il Comune rinuncia al lavoro dei detenuti PDF Stampa
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di Selvaggia Bovani


La Provincia Pavese, 24 agosto 2019

 

Mozione del Pd: "Tagliavano l'erba e svuotavano i cestini due euro al mese a carcerato, ma la giunta non li versa". Il Comune rinuncia al lavoro volontario dei detenuti per risparmiare 2 euro al mese a testa per l'assicurazione. Ieri mattina il consigliere regionale Giuseppe Villani e la consigliera comunale Arianna Spissu hanno visitato la casa di reclusione dei Piccolini, poi hanno annunciato che il Pd farà una mozione per chiedere al Comune di pagare l'assicurazione e consentire ai detenuti di svolgere lavori socialmente utili.

"Tempo fa - spiega Spissu - il Comune, l'Agenzia provinciale per l'orientamento, il lavoro, la formazione (Apolf) e la casa di reclusione avevano firmato un protocollo triennale grazie al quale i detenuti potevano uscire dal carcere per tagliare l'erba, raccogliere le foglie, svuotare i cestini dei rifiuti e tinteggiare le strutture comunali. Tutto su base volontaria e senza ricevere uno stipendio. A luglio 2017, però, il vicesindaco Andrea Ceffa, che si era detto favorevole a questo progetto, rispondendo a un'interrogazione in consiglio comunale aveva comunicato che non c'era denaro per la copertura assicurativa e che quindi quel progetto sarebbe stato rinviato. Ci risulta che l'assicurazione costi sui 2 euro mensili a detenuto e che i detenuti coinvolti fossero una quindicina, a rotazione. Non è un costo esorbitante, il Comune deve far ripartire il progetto".

Per quanto riguarda la struttura penitenziaria, gli esponenti Pd hanno segnalato alcune infiltrazioni e qualche muro scrostato. "Ma nel complesso - dicono - abbiamo visto degli spazi ben curati. Ci sono al massimo due detenuti per cella e, nell'area femminile, si vede l'intervento di associazioni come "Gli angeli colorati" che hanno "affrescato" le pareti della ludoteca e che accolgono i bambini che vengono a trovare la mamma. In cucina lavorano i detenuti, che pare siano grandi cuochi, poi ci sono tante progetti per la rieducazione.

C'era il progetto della digitalizzazione, di trasformare cioè archivi cartacei in digitali, ma nessuna azienda vigevanese si è fatta avanti". Il vero problema della casa di reclusione è quello sanitario. Per 400 detenuti circa, ci sono solo 6 medici generici che garantiscono il servizio sulle 24 ore e un solo psichiatra. Gli infermieri sono 7, di cui uno "in partenza". "Serve personale medico - concludono i due consiglieri. - Non ci sono cardiologi e avere un solo psichiatra è inammissibile. Più del 50% dei detenuti maschi è tossicodipendente. Poi ci sono i detenuti cosiddetti "psichiatrici", basta non poter somministrare una pastiglia per il mal di testa per scatenare un putiferio. Il problema del personale deve essere risolto".

 

 

 

 

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