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Cuba: attesa sul destino dei prigionieri politici, dopo il dialogo tra Chiesa cattolica e Governo PDF Stampa
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Il Velino, 25 maggio 2010

Prosegue l’attesa sul destino dei prigionieri politici cubani all’indomani del dialogo tra la Chiesa cattolica e il governo locali. Secondo Guillermo Fariñas, protagonista di un prolungato sciopero della fame e uno dei simboli della protesta nata nelle carceri isolane, i primi risultati della mediazione si sarebbero potuti produrre lunedì. Ma ancora non si hanno notizie di trasferimenti dei 17 reclusi nelle carceri vicine ai luoghi di residenza delle famiglie, e neanche dell’ospedalizzazione per i detenuti nelle condizioni più gravi. Ma rimane alta la speranza che entro la settimana si possano celebrare segnali positivi. L’aspettativa poggia soprattutto sulla novità del dialogo che il cardinale Jaime Ortega, arcivescovo dell’Avana, e il governo cubano, hanno avuto la settimana scorsa. Una riunione di quattro ore celebrata su iniziativa della Chiesa locale e propiziata dal governo isolano: un dialogo tutto “cubano” che offre all’Avana la possibilità di rispondere alle richieste che la comunità internazionale avanza sul tema dei diritti dei detenuti, senza legare la sua azione a nessuna capitale straniera. D’altro canto la Chiesa cattolica gode da diversi mesi di un potere di critica - certificabile negli editoriali pubblicati sulla rivista “Palabra nueva” - che fonti diplomatiche cubane definiscono “costruttivo”, pur ricordando le distanze nelle rispettive posizioni.
 

 

 

 

 

 

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