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Carceri italiane sempre più affollate e invivibili PDF Stampa
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di Antonio Curci


ilmessaggeroitaliano.it, 19 agosto 2019

 

Il clima d'odio che da qualche tempo avvolge la nostra società, purtroppo, rende insensibile e talvolta disumano il nostro atteggiamento verso coloro che hanno sbagliato. Un conto è la certezza della pena e la sua giusta espiazione, un altro è invece il sentimento di vendetta che serpeggia sempre più fra gli italiani e che scatena sovente i più bassi istinti nel giudizio dei fatti e delle persone. Chi ha sbagliato deve pagare per il suo errore, ma ha il diritto inalienabile di vivere la sua pena in un contesto rispettoso della sua dignità di uomo. Purtroppo le carceri italiane continuano ad essere affollate e pregne di problemi.

I numeri sciorinati da Antigone sono impressionanti: "Al 30 giugno 2019 - recita il rapporto - i detenuti ristretti nelle 190 carceri italiane erano 60.522. Negli ultimi sei mesi sono cresciuti di 867 unità e di 1.763 nell'ultimo anno. Il tasso di sovraffollamento è pari al 119,8%, ossia il più alto nell'area dell'Unione europea, seguito solo da quello in Ungheria e Francia".

Il numero dei detenuti nelle carceri italiane, poi, diventa allarmante se confrontato con quello del Ministero della Giustizia secondo cui i posti disponibili nelle carceri italiane sono soltanto 50.496. È un problema aggravato anche dall'aumento della durata delle pene. Unico dato positivo è che il numero degli stranieri in carcere è diminuito del 3,68% negli ultimi 10 anni.

Il Rapporto lancia un grido d'allarme anche sulle condizioni di vita all'interno delle carceri. "Stanno peggiorando", si legge nel testo. Il 30% delle carceri visitate da Antigone non dispone di spazi verdi dove i detenuti possano incontrare i propri familiari. Solo nell'1,8% dei casi vi sono opportunità di lavoro alle dipendenze di soggetti privati. Inoltre, nel 65,6% delle carceri, nonostante la legge e le regole dell'amministrazione lo prevedano, non è possibile avere contatti con i familiari attraverso Skype, la piattaforma informatica che consente di poter interloquire a distanza attraverso una webcam. Inoltre, nell'81,3% delle carceri non è mai possibile collegarsi a internet.

"Il peggioramento della qualità della vita si ripercuote anche sul numero dei suicidi. Il 2018 - evidenzia il rapporto - fu un anno drammatico e nel 2019 quelli che si sono verificati negli istituti di pena italiani sono già 26". E ancora: il 44% dei detenuti viene da Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. Questo è un dato da analizzare con obiettività: chi finisce in carcere arriva da situazioni di povertà economica e culturale che caratterizzano pesantemente queste regioni. Infine, dato ancora più raccapricciante, al 30 giugno 2019 sono 54 (26 stranieri e 28 italiani) i bambini presenti nelle nostre carceri insieme alle mamme detenute.

Le carceri italiane, è noto da tempo, necessitano di ristrutturazione e ammodernamento. I detenuti vivono purtroppo in celle e ambienti fatiscenti che diventano insostenibili soprattutto nei mesi estivi a causa del caldo asfissiante e della riduzione delle attività dietro le sbarre. Il personale, infatti, si riduce per le ferie e d'estate tutto si ferma: finiscono i corsi e vanno via i volontari che animano un impianto di proposte sociali e lavorative che allevia le sofferenze e in qualche modo consente alle persone in situazione di restrizione della libertà di vivere condizioni di vita più accettabili e dignitose.

 

 

 

 

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