Giovedì 19 Settembre 2019
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Pordenone: carcere, letti a castello su tre livelli e solo 4 docce per 68 detenuti PDF Stampa
Condividi

di Cristina Antonutti


Il Gazzettino, 19 agosto 2019

 

Letti a castello su tre livelli per riuscire ad accogliere le 30 persone di troppo. Visita di Ferragosto promossa da radicali e Unione Camere penali evidenzia le criticità: spazi e sovraffollamento i problemi principali. Sessantotto detenuti stipati in due sezioni, celle con letti a castello fino a tre posti e soltanto quattro docce.

È questa la situazione fotografa dalla sezione di Pordenone dell'Unione Camere penali grazie all'iniziativa Ferragosto in carcere promossa con il Partito radicale. Ieri mattina gli avvocati Esmeralda Di Risio, che fa parte del direttivo della Camera penale e Sarah Soveri, delegata dell'Osservatorio carcere dell'Unione, guidate dal sovrintendente capo Francesco Bonato hanno visitato il Castello.

La struttura ha una capienza di 38 persone, ma ieri i detenuti erano 68, suddivisi in due sezioni (comuni e protetti, dove viene accolto chi è accusato di omicidio o reati sessuali): 32 stanno scontando una condanna definitiva, 28 sono in attesa di giudizio e otto del processo d'appello. Sei - di cui due sottoposti a terapia con metadone - sono tossicodipendenti; due i detenuti sieropositivi; tre i malati di epatite C e due di epatite B; tre i casi psichiatrici certificati; 27 - soprattutto immigrati traumatizzati da guerre e violenze - possono contare su un supporto medico-psicologico. Gli stranieri sono 34.

Al sovraffollamento si aggiunge la carenza di personale e risorse. Gli agenti di polizia penitenziaria sono 50, di cui 5 appena arrivati a Pordenone. Entro la fine dell'anno, tra trasferimenti e pensionamenti, in quattro lasceranno la città. "Gli agenti - spiegano Di Risio e Soveri - sono sacrificati, fanno turni massacranti, nonostante ciò hanno creato un clima di serenità e rispetto".

La visita è cominciata dal piano terra, dove si trovano la sezione comuni, la biblioteca e il cosiddetto passeggio, il cortile dell'ora d'aria, dove c'è anche un tavolo di ping pong. In questo spazio i detenuti delle due sezioni non possono incrociarsi, per cui l'ora d'aria viene organizzata su due turni. Le celle? Dovrebbero garantire tra i 3/4 metri quadrati di spazio per ogni ospite, in realtà i letti a castello hanno anche tre livelli. Ogni stanza è dotata di water e lavandino, ma non c'è acqua calda. Le docce, invece, sono solo quattro e per usarle servono 17 turnazioni.

Le due legali pordenonesi hanno parlato con loro attraverso le grate, mentre era in corso la distribuzione di mele e uova. Avevano la sensazione di essere delle intruse. "La nostra visita non era stata annunciata - spiegano - Abbiamo avuto la sensazione di essere entrate nelle loro case senza suonare alla porta. Siamo abituate a incontrarli nella sala colloqui, ma stavolta è stato diverso, sembrava di violare la loro intimità". Nelle celle magliette appese ad asciugare, foto di bambini, mogli e fidanzate. "Si respirava aria di casa - affermano - Grazie al personale del carcere i detenuti possono mantenere la propria dignità. Se si tralasciano i problemi strutturali del carcere, c'è il clima di grande rispetto".

Esmeralda Di Risio e Sarah Soveri sono rimaste colpite dal livello di pulizia. "Da questo punto di vista nessun rilievo", affermano. I detenuti si danno da fare per mantenere le celle in ordine. In otto, tra l'altro, lavorano per l'amministrazione penitenziaria: due in cucina, uno ricopre il ruolo di spesino (raccoglie la lista delle necessità degli altri compagni), tre fanno gli scopini (pulizie), altri ancora si occupano di manutenzione. Ieri dalla cucina usciva un buon profumo: poco prima di mezzogiorno erano pronte le teglie con il pasticcio. In infermeria non c'erano pazienti (ogni mese vengono garantite 30 visite in ospedale). La cella di isolamento era vuota e quella antica (la segreta del Castello) è stata trasformata in magazzino.

Oltre alla sala perquisizioni e alla stanza per il rilievo del Dna, c'è poi una stanza usata per l'ora d'aria quando piove. Sui muri i detenuti hanno dipinto qualche scorcio di libertà, tra cui un'enorme spiaggia con l'ombrellone: la dicitura informa che si chiama Bagni Castello ed è una spiaggia libera dalle 8 alle 20: dalle 24 diventa discoteca! Qualcuno ha dipinto una moschea, altri Gesù, alberi e uccelli. Un'intera parete è decorata con bandiere, a rappresentare le varie nazionalità rinchiuse in Castello.

"Adesso ci impegneremo per la nomina di un Garante"

"Ci impegneremo per fare in modo che anche a Pordenone ci sia un Garante per le persone private della libertà". È la promessa di Esmeralda Di Risio e Sarah Soveri al termine della visita di Ferragosto in carcere per conto dell'Unione Camere penali. Il pensiero va soprattutto ai diritti dei detenuti e in particolare ai percorsi che dovrebbero aiutarli a reintegrarsi nella società a fine pena. A Pordenone ci sono corsi di alfabetizzazione (scuola elementare e media), di cucina, disegno, mosaico, legatoria e inglese. Due educatori sono sempre a disposizione.

"Il problema - spiegano i due avvocati - è che non ci sono né risorse sufficienti né spazi adeguati per ospitare i corsi". In passato, ad esempio, c'era il Progetto verde. I detenuti curavano l'orto, raccoglievano e consumavano i prodotti. Il progetto è fallito perché non c'erano fondi per portarlo avanti e non c'erano sufficienti agenti di polizia penitenziaria per vigilare i detenuti che si occupavano dell'orto e delle piante officinali (lo spazio era all'aperto, in un'area dove il muro di cinta è un po' più basso, pertanto i detenuti dovevano essere controllati durante le loro attività). Di quell'esperienza restano le piante di lavanda che adesso hanno raggiunto la fioritura massima e i tanti roseti.

 

 

 

 

06

 

06

 

06


 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it