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Friuli Venezia Giulia: carceri bocciate, troppo affollate PDF Stampa
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di Lisa Zancaner


Il Gazzettino, 14 agosto 2019

 

Il sovraffollamento delle carceri ha ricominciato "a mordere anche in Friuli". Celle sovraffollate, poco personale e una direttrice "a mezzo servizio". La fotografia scattata dal Coordinatore per i diritti dei detenuti, Corleone: "Situazione inaccettabile, in alcune celle sono in otto con un solo bagno". Il sovraffollamento delle carceri ha ricominciato "a mordere anche in Friuli". Celle sovraffollate, poco personale e una direttrice "a mezzo servizio". È la fotografia scattata da Franco Corleone, Coordinatore dei garanti territoriali per i diritti dei detenuti che ieri mattina ha visitato il carcere di via Spalato con il provveditore regionale all'amministrazione penitenziaria Enrico Sbriglia e la garante dei diritti dei detenuti di Udine, Natascia Marzinotto.

La capienza è di 90 detenuti, ma i carcerati di via Spalato sono 155 e dallo scorso anno nulla è cambiato, anzi. Nulla è cambiato negli ultimi 5 anni. Basta scorrere i numeri del 2014 a livello regionale: 5 istituti per una capienza complessiva di 495 posti, ma un totale di 677 detenuti. "Così il carcere non è accettabile dice Corleone facendo riferimento alla situazione di Udine : alcune celle ospitano 8 detenuti con un solo bagno all'interno".

Una situazione difficile, dunque, "ma il vero problema non sono i metri quadrati, bensì le condizioni di vita nelle celle, problemi di vivibilità diurna e notturna". Eppure stando alle statistiche, a riempire il carcere sono ingressi per detenzione o piccolo spaccio (art. 73), quasi il 30%, detenuti per cui si potrebbero prevedere pene alternative. Tanti, troppi detenuti a fronte di poco personale e una direttrice "a mezzo servizio che si divide tra Udine e Tolmezzo. Preoccupante", aggiunge Corleone.

Tanti bisogni ma poche risorse. Eppure qualche fondo per dare il via ad alcuni lavori c'è. Circa 600mila euro che serviranno in buona parte per ristrutturare l'ex sezione femminile da destinare a attività comuni, un recupero di una parte del carcere finora in pessime condizioni ma che per lo meno, in vista dei lavori, è già stata ripulita. Grande novità l'apertura dell'articolazione psichiatrica che sarà completamente gestita da camici bianchi. Sette posti per tutto il Fvg a completa gestione sanitaria che si andranno ad aggiungere all'ala psichiatrica che sarà realizzata nel carcere di Padova, uniche due articolazioni per tutto il Nordest, "una sorta di isola sanitaria all'interno del carcere".

In via Spalato nascerà uno spazio, "possibilmente verde o comunque uno spazio dedicato ai bambini - afferma la garante dei diritti dei detenuti di Udine, l'avvocato Natascia Marzinotto e c'è la volontà di ampliare anche la stanza colloqui. Speriamo che le risorse, in parte già erogate, siano disponibili interamente e la situazione non cambi con l'avvicendamento del Governo. Sarebbe estremamente importante averle perché nell'ambito della ristrutturazione della sezione femminile, si potrà recuperare stanze dedicate ad aree ricreative o per laboratori.

Uno dei problemi del carcere di Udine prosegue Marzinotto è l'assenza di stanze per fare attività di studio, formazione e attività culturali. Ci sono spazi minimi che non possono ospitare più di 12 persone". Agli spazi, però, va aggiunto il personale e tra le tante carenze dell'istituto di via Spalato c'è quella che riguarda il personale, soprattutto nell'area educativa con la presenza di un solo educatore part time tre volte alla settimana, "che non è in grado di gestire quasi 160 detenuti". Una carenza, insomma, che cozza con le finalità educative della detenzione, ma quest'anno i finanziamenti da parte di Uti e Regione stanno a zero, con plauso ai volontari.

A risolvere il problema del sovraffollamento in Fvg doveva, o meglio dovrebbe, essere il nuovo istituto di San Vito al Tagliamento, con una capienza di 300 detenuti. I lavori dovevano partire a settembre per una durata di 18 mesi, con tanto di piccoli capannoni per avviare i detenuti al lavoro, per rispondere a un'esigenza sentita in regione dove gli istituti sono troppo compressi. Ma la ditta aggiudicataria è stata esclusa così come la seconda arrivata.

"Al momento è tutto fermo", conferma Corleone, mentre le carceri scoppiano e il presidente della Camera penale di Udine, Raffaele Conte denuncia una situazione invivibile negli istituti di Pordenone e Gorizia. Nel carcere pordenonese, a fronte di una capienza di 38 detenuti, le presenze sono 67.

A Gorizia, dati alla mano, il problema non sembra sussistere e, quanto alle condizioni della struttura, il Provveditore Sbriglia tiene a precisare che "sono in corso lavori per migliorare l'istituto". Quanto a sovraffollamento, è esplosiva anche la situazione a Tolmezzo, dove per altro c'è il 41 bis, il cosiddetto carcere duro attualmente con otto internati. Qui i detenuti sono 230 per una capienza di 149 posti.

 

 

 

 

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