Martedì 20 Agosto 2019
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

La giustizia riparativa e il perdono: Agnese Moro, Faranda e il vescovo PDF Stampa
Condividi

di Fabrizio D'Esposito


Il Fatto Quotidiano, 22 luglio 2019

 

Non è la prima volta che si confrontano, ma il loro prossimo incontro ha una cornice ben precisa e molto significativa. Parliamo di Agnese Moro, una delle quattro figlie dello statista democristiano, e di Adriana Faranda, ex brigatista delle colonna romana che gestì l'operazione Moro nel 1978, fino al tragico epilogo del 9 maggio.

Faranda fu contraria alla sentenza di morte per lo statista dc ma ebbe un ruolo attivo nel rapimento e nella prigionia. Le due donne saranno protagoniste dell'undicesima edizione del Festival Francescano che si terrà a Bologna dal 27 al 29 settembre, organizzato dal movimento francescano dell'Emilia Romagna con la collaborazione del Comune e della Chiesa locale. E con loro ci sarà, presenza non secondaria, l'arcivescovo della città Matteo Zuppi.

Tema: la giustizia riparativa. Che cos'è? Gustavo Zagrebelsky riassunse così il concetto: "Il crimine determina una frattura nelle relazioni sociali. In una società che prenda le distanze dall'idea del capro espiatorio, non dovrebbe il diritto mirare a riparare quella frattura? Da qualche tempo si discute di giustizia riparativa, restaurativa, riconciliativa".

E l'aspetto "riconciliativo" dell'evento mette a fuoco la valenza religiosa del percorso seguito da Agnese Moro, che aveva appena 25 anni nel 1978. La donna, infatti, è giunta alla prospettiva del perdono grazie all'opera del padre gesuita Guido Bertagna che raccolse l'invito del cardinale Carlo Maria Martini sul cammino di riconciliazione tra ex terroristi pentiti e familiari delle vittime. Un perdono che scaturisce da qualcosa di duro e profondo.

Vale la pena rileggere cosa disse un anno fa Agnese Moro: "Tu puoi anche non dire una parola - e io non la dicevo - ma quei sentimenti che hai dentro, rabbia odio, si trasmettono a chi ti sta intorno e coinvolgono persone che neanche c'erano all'epoca dei fatti. Allora ti rendi conto che questo male colpisce innocenti, mentre tu finisci per dare di più a che non c'è più invece che a chi c'è. A questo punto ti nasce dentro un salutare vitale meraviglioso basta! Voi lo chiamate molto romanticamente perdono, io lo chiamo basta". Una decisione, più che un sentimento.

 

 

 

 

06

 

06

 

06


 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it