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Stati Uniti. "Punire anziché proteggere", ecco il Centro per minori migranti di Homestead PDF Stampa
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di Riccardo Noury


Corriere della Sera, 20 luglio 2019

 

Il centro di "emergenza temporanea" di Homestead, in Florida, è uno degli esempi più crudeli e inumani delle politiche dell'amministrazione Trump in materia d'immigrazione, il cui obiettivo è punire anziché proteggere persone che cercano riparo negli Usa dalla violenza e dalla persecuzione nei paesi di origine. Amnesty International ha visitato Homestead ad aprile e a luglio. Nella prima occasione, vi ha trovato 2100 minori migranti di età compresa tra 13 e 17 anni. Tra la prima e la seconda visita il numero è salito a quasi 2500 per scendere poco sotto 2000 nelle ultime settimane.

Poiché secondo il diritto internazionale i minori non dovrebbero essere posti in detenzione se non in circostanze estreme e gli stati sono comunque obbligati a perseguire il migliore interesse del minore, che a Homestead ci siano 2500 o 2000 minori il cui unico "reato" è la loro condizione di migranti privi di documenti poco importa: Homestead è un affronto ai diritti umani. Va sottolineato che la maggior parte dei piccoli detenuti di Homestead proviene dal Centroamerica. Questi ragazzi hanno percorso migliaia di chilometri da soli o a volte accompagnati da parenti o adulti cui erano stati affidati, dai quali sono stati separati alla frontiera.

Il regime detentivo è pessimo e feroce: cure mediche inadeguate, regolamenti rigidissimi, obbligo d'indossare un badge con codice a barre da scansionare ogni volta che si passa da un edificio a un altro, "domandine" da compilare per ogni necessità, compresi gli assorbenti. Molti detenuti parlano lingue native e sono tagliati fuori dai pur scarsi servizi educativi. La detenzione in queste condizioni, in attesa dell'accoglimento della richiesta di uno sponsor o del trasferimento in un altro centro, dura oggi in media 53 giorni ma in passato è arrivata anche a 89. C'è chi è riuscito a scappare dall'inferno ed è difficile dargli torto. Amnesty International e altre organizzazioni per i diritti umani chiedono che il centro di Homestead sia chiuso nel più breve tempo possibile.

 

 

 

 

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