Domenica 17 Novembre 2019
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Dal sorteggio per il Csm alle sanzioni ai pm lumaca, così cambia la giustizia PDF Stampa
Condividi

di Valentina Errante

 

Il Messaggero, 13 luglio 2019

 

Nella riforma di Bonafede anche la riduzione dei tempi delle indagini. Toghe in politica: niente ritorno in magistratura, lavoreranno al ministero. Tempi strettissimi per le indagini, un ruolo filtro dell'udienza preliminare e obbligo dei pm alla discovery se non procederanno con la chiusura delle indagini o la richiesta di rinvio a giudizio entro i nuovi termini, con un'ipotesi di illecito disciplinare in caso "di dolo o negligenza inescusabile".

La legge delega pensata dal ministro Alfonso Bonafede prevede grandi novità anche per le toghe: dal divieto di tornare negli uffici per i magistrati che abbiano scelto la politica, a un mix tra elezioni e sorteggio per i membri del Csm, che aumenteranno di numero. Non solo, il Consiglio superiore della magistratura potrà anche avvalersi di uno psicologo per valutare i profili dei candidati a incarichi direttivi. Inoltre, dopo lo scandalo che ha investito Palazzo dei Marescialli, con la nuova legge, procuratori e aggiunti dovranno essere individuati rispettando "inderogabilmente l'ordine temporale con cui i posti si sono resi vacanti".

Il testo non piace né all'Anm né all'Avvocatura e di certo sarà soggetto a revisioni. A cominciare dal sorteggio definito incostituzionale, fino ad arrivare alla norma che prevede di inquadrare per sempre al ministero le toghe che abbiano avuto un mandato parlamentare: per legge, non possono essere più di 200 i magistrati collocati fuori ruolo.

Sarà consentita una sola proroga di 6 mesi per tutti i tipi di reato. Attualmente sono possibili tre proroghe, che possono portare fino a due anni la durata delle indagini. ll rinvio a giudizio sarà limitato ai casi in cui gli elementi acquisiti consentano, se confermati in giudizio, l'accoglimento della prospettazione accusatoria. Il gup cioè dovrà già stabilire se ci siano gli elementi per una condanna.

Con la riforma solo le inchieste su mafia, strage, omicidio, violenza sessuale, potranno raggiungere il tetto dei due anni. Mentre per i reati "bagatellari" non potranno trascinarsi per più di un anno: la loro durata normale sarà di 6 mesi, quella dei reati di media gravità un anno mentre quella dei reati gravissimi un anno e sei mesi. E se sinora il mancato rispetto dei termini comportava soltanto l'inutilizzabilità degli atti, adesso, a tre mesi dalla scadenza dei tempi (che diventano 5 o 15 per i reati più gravi), il pm dovrà depositare gli atti, se non abbia firmato la chiusura delle indagini o la richiesta di rinvio a giudizio.

Una norma che, però, non tiene conto dei tempi di valutazione impiegati spesso dai gip nel caso di richieste di misure cautelari. Con la nuova legge sarà precluso il rientro nei ruoli organici della magistratura alle toghe che abbiano ricoperto la carica di parlamentare o di componente del Governo, di consigliere regionale o provinciale nelle Province autonome di Trento e Bolzano, di Presidente o assessore nelle giunte delle Regioni o delle Province autonome di Trento e Bolzano, di sindaco in Comuni con più di centomila abitanti.

Alla scadenza o alla cessazione del mandato, il magistrato sarà collocato nei ruoli amministrativi. Mentre quanti abbiano scelto l'aspettativa per candidarsi, ma non siano stati eletti, per cinque anni rimarranno al ministero poi potranno di nuovo indossare la toga ma in uffici diversi rispetto al distretto giudiziario nel quale si erano candidati. Mentre chi, fuori ruolo, abbia assunto incarichi di collaborazione con il governo, anche con la presidenza del Consiglio, non potrà avere per due anni incarichi direttivi.

Aumentano da 24 a 30 i componenti del Csm, con due membri laici in più e 20 togati. Quanto all'elezione si prevede che si formino venti collegi ciascuno dei quali dovrà eleggere cinque potenziali membri del Csm. A questo punto, però, sarà un sorteggio a designare (tra i cinque) il futuro componente di Palazzo dei Marescialli.

Il limite riguarda certamente la proporzione: l'ultimo degli eletti deve avere solo il 5 per cento dei voti del distretto, così, il criterio delle preferenze sarebbe di fatto bypassato dall'esito dell'estrazione. Criteri molto più rigidi per la valutazione degli aspiranti procuratori e aggiunti, a pesare sarà anche l'anzianità, ma adesso il Csm "allo scopo di valutare il parametro dell'equilibrio del magistrato in funzione delle valutazioni di professionalità, potrà tenere conto anche del parere di uno psicologo".

 

 

 

 

06


06

 

06

 

 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it