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Ferrara: suicidi e falle nella sorveglianza in carcere, arrivano più agenti PDF Stampa
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di Daniele Predieri

 

La Nuova Ferrara, 13 luglio 2019

 

Le ultime settimane all'Arginone non sono state facili e il carcere è stato più volte citato negli articoli di cronaca per suicidi e tentati suicidi, episodi di violenza, danneggiamenti ed altre situazioni poco chiare, come il caso del detenuto che riusciva a chiamare l'ex moglie e a minacciarla usando il cellulare.

Una vicenda che ha sollevato più di qualche perplessità tra gli osservatori, nelle istituzioni, tra le parti in causa e nei luoghi della politica proprio per la capacità dimostrata da una persona sottoposta a restrizione della libertà di aggirare la sorveglianza, che in un carcere si suppone applicata in modo rigido e capillare. Un quadro d'insieme alimentato anche da altri fatti, come i danni alle cose (piccoli incendi e tubi spaccati) e alle persone, con gli agenti contusi e costretti alle cure ospedaliere.

Panorama complesso che richiede risposte urgenti, seguite però da un'azione più ampia e organizzata per individuare soluzioni efficaci ad un ventaglio di questioni. L'arrivo di 9 poliziotti penitenziari (otto uomini e una donna) rappresenta una boccata di ossigeno. A darne notizia è stato ieri il sottosegretario alla Giustizia, Vittorio Ferraresi.

"Gli agenti saranno operativi dopo il giuramento degli allievi del 175esimo corso, il 31 luglio", ha annunciato. Nelle strutture carcerarie dell'Emilia- Romagna arriveranno 132 poliziotti in più, "oltre 1300 agenti di polizia penitenziaria in deroga, inoltre, saranno presto oggetto di definizione e invio sui territori, compresi quelli emiliani", ha precisato l'esponente del governo. In concreto, "la violenza nei confronti degli agenti e gli episodi di tentato suicidio e suicidio devono essere affrontati.

Per quanto riguarda gli ultimi però - ha proseguito Ferraresi - l'analisi non ha portato a ritenere che siano relativi a situazioni sistemiche della struttura dell'Arginone". Ma questo non vuole dire, ha aggiunto il sottosegretario, che non ci siano criticità che vanno immediatamente affrontate e che sono in via di definizione.

"La Direzione e il comandante - ha detto ancora l'esponente M5s - si sono impegnati fin da subito a operare i controlli necessari sulle linee telefoniche" danneggiate e che devono essere riparate. Ci sarà un interessamento "in particolare per l'implementazione dell'area sanitaria".

Si punta anche a "incentivare il lavoro come percorso rieducativo e formativo" con progetti che possano coinvolgere la società esterna. Sarà istituita una "task force sulle aggressioni" che "possa portare nel breve periodo a soluzioni per tutelare la sicurezza di chi lavora negli istituti penitenziari".

Giovanni Durante, rappresentante del Sappe, ha evidenziato che "l'arrivo degli agenti è una buona notizia, ma in futuro bisognerà agire su due fronti: rivedere, incrementandole, le piante organiche e rispondere all'esigenza di come trattare il disagio psichico. Noi non siamo preparati ad affrontare queste situazioni che richiedono risposte idonee e appropriate".

Il collega Lorenzo Bosco, del sindacato Osapp, sottolinea la necessità di ringiovanire il personale ("qui i più giovani hanno già più di 20 anni di servizio") e di potenziare i sistemi di videosorveglianza e di allarme. Ieri in carcere si è svolto un incontro multidisciplinare incentrato sul problema del disagio psichico tra le mura degli istituti di pena.

"Parliamo di persone che possono avere motivi diversi per tentare il suicidio, su questo siamo un po' tutti d'accordo, ogni episodio fa storia a sé e il disagio psichico non è l'unica causa - ha spiegato Stefania Carnevale, garante dei detenuti - Purtroppo l'ultima riforma del carcere non ha affrontato questo tema ed è rimasto un vuoto normativo. Un vuoto da colmare, questa dovrebbe essere una delle risposte; tra le altre va bene potenziare il personale ma si deve anche pensare al riempimento dei tempi. Serviranno idee e risorse".

 

 

 

 

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