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Torino: nel Centro Rimpatri negate le cure ai malati. Il 118: "lì non possiamo entrare" PDF Stampa
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di Alessio Viscardi

 

fanpage.it, 12 luglio 2019

 

Le registrazioni delle telefonate al 118 di uno dei detenuti del Cpr di Torino con importanti problemi di salute, e la risposta dell'operatore che rifiuta di inviare un'ambulanza. Nel Centro di Permanenza e Rimpatrio anche ammalarsi è vietato. Nel frattempo i parlamentari chiedono che venga istituita una commissione parlamentare d'inchiesta.

"Noi nel Cpr di Torino non possiamo entrare, deve farsi visitare dal personale sanitario all'interno della struttura". È la risposta data da un operatore del 118 a J.N., tunisino di 29 anni da più di tre mesi detenuto nel Centro di Permanenza e Rimpatrio di Torino in attesa di essere espulso dall'Italia. La storia di J.N. ve l'abbiamo raccontata ieri: dopo un grave incidente stradale è rimasto in coma per 41 giorni ed è stato sottoposto a interventi chirurgici al femore, all'omero e - dopo sei mesi con la sacca per stomia - a una ricanalizzazione chirurgica dell'intestino, anch'esso gravemente lesionato dall'incidente.

È proprio quest'ultima la problematica più importante e delicata. J.N. infatti convive con dolori pressoché costanti, a tratti molto intensi, ed ha serie difficoltà persino a recarsi al gabinetto: "Nel Cpr ci sono bagni alla turca e per non rischiare di cadere sono costretto ogni volta a legarmi una corda alla vita che mi consenta di chinarmi e rimanere sospeso", racconta.

J.N., tuttavia, come tutti gli altri 158 ospiti della struttura al suo ingresso è stato sottoposto a una visita medica. Il personale sanitario, al quale ha fatto presente le sue problematiche di salute, l'ha ugualmente ritenuto idoneo alla permanenza nel Cpr. Il 29enne tuttavia dovrebbe seguire delle terapie mediche specifiche, una dieta particolare e personalizzata e anche una riabilitazione motoria. Non può farlo, però, in una struttura come il Centro di Permanenza e Rimpatrio carente di personale specializzato e con forti criticità anche dal punto di vista igienico sanitario.

 

 

 

 

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