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Pisa: "Oltre Il Muro", oltre 600 carcerati ed ex detenuti incontrati in vent'anni PDF Stampa
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pisanews.net, 12 luglio 2019

 

Seicento diciassette differenti persone incontrate in venti anni di attività, 27 solo nel 2018. Sono i numeri di "Oltre Il Muro", il progetto promosso dalla Società della Salute della Zona Pisana e gestito dalla Cooperativa sociale "Arnera" per favorire il reinserimento sociale dei detenuti, permettendo l'accesso alle misure alternative, o di coloro che sono appena usciti dal carcere e hanno bisogno di supporto e accompagnamento in quanto non residenti nel territorio o, se residenti, in condizioni economiche e sociali tali da rendere difficoltoso l'affidamento nella loro abitazione.

Il progetto è strutturato in tre moduli operativi (uno sportello d'ascolto, il lavoro di rete e la casa d'accoglienza) e il "cuore" è in Piazza Toniolo 13, nel centralissimo quartiere di San Martino che ospita proprio la sede operativa e la struttura d'accoglienza, una casa vera e propria, che può ospitare fino ad un massimo di otto persone e improntata ad una progressiva acquisizione di autonomia e autosufficienza, allo scopo di far recuperare agli ospiti un ritmo di vita normale, scandito da regole, spazi, orari, impegni e attività del tempo libero.

È qui che nei giorni scorsi la Presidente della Società della Salute Pisana Gianna Gambaccini, insieme alla responsabile dell'unità funzionale socio-assistenziale della Zona Pisana Maria Atzeni, ai referenti dell'area Alta Marginalità della SdS e agli operatori della struttura, ha incontrato il Garante per le persone private della libertà personale del Comune di Pisa Alberto Marchesi, in carica dall'inizio di aprile e che, in questi mesi, sta visitando tutte le strutture e progetti che sul territorio si occupano di persone detenute.

"È stato un incontro proficuo, utile anche per gettare le basi per future collaborazioni - ha detto la Presidente Gambaccini: "Oltre Il Muro", da questo punto di vista, è sicuramente un punto di riferimento, sia per il lavoro svolto in tanti anni, sia per l'integrazione con il quartiere dato che, ormai, è presente nel cuore del centro storico da molti anni senza che vi sia mai stato alcun problema di coesistenza".

 

 

 

 

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