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Quando l'assassino è in casa: in famiglia un omicidio su 2 PDF Stampa
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Il Dubbio, 28 giugno 2019

 

I dati del Rapporto Eures sui delitti tra le mura domestiche. Tra i 329 morti del 2018, un terzo sono donne: 109 su 130 mogli o ex aumentati anche i figli uccisi dai genitori. Nel 2018 il 49,5% degli omicidi volontari commessi in Italia (163 su 329) sono avvenuti all'interno della sfera familiare o affettiva: la percentuale più alta mai registrata in Italia, cresciuta ulteriormente (+ 10,3%) nei primi cinque mesi di quest'anno.

E il 67% (109) delle vittime di omicidi in famiglia del 2018 sono donne. Sono dati allarmanti quelli che emergono dall'ultimo Rapporto Eures sul fenomeno. Il maggior numero di vittime (49,1%) degli omicidi in ambito familiare si registra all'interno della relazione di coppia (in essere o passata) ma a crescere (del 47,6%, dai 20 del 2017 ai 31 del 2018) sono i figlicidi.

Complessivamente, dal 2000 a oggi, gli omicidi in famiglia sono stati 3.539, in media uno ogni 3 omicidi volontari commessi nel nostro Paese. All'interno dell'omicidio in ambito familiare è nella relazione di coppia che si consuma il maggior numero dei delitti: nel 2018 sono 80 le vittime tra coniugi, ex coniugi o ex partner, pari al 49,1% degli omicidi in famiglia. La relazione più a rischio è quella coniugale o di convivenza, con 60 vittime (54 donne e 6 uomini).

A destare preoccupazione è il tema dei figlicidi: si contano infatti 31 figli uccisi dai genitori nel 2018, con una crescita del + 47,6% sull'anno precedente. I 31 figlicidi censiti sono stati commessi in 20 casi dai padri (pari al 64,5%) e in 11 casi dalle madri (35,5%). La responsabilità delle madri è stata esclusiva nei 4 omicidi di figli di età inferiore ad un anno per poi scendere al 40% nella fascia 1- 5 anni e al 33,3% nella fascia 6- 13 anni. In diminuzione (- 34,4%) il numero dei genitori uccisi dai figli: nel 33,3% dei casi l'autore aveva disturbi psichici, negli altri alla base del gesto figurano liti, dissapori e moventi economici.

Dai dati del rapporto Eures emerge che l'anno scorso in Italia 65 delle 163 vittime di omicidi in famiglia (il 39,9%) sono state uccise da armi da fuoco, il 97% in più rispetto all'anno precedente. Dopo le armi da fuoco, quelle più utilizzate negli omicidi in famiglia - sempre riferito al 2018 - sono armi da taglio (24,5%), armi improprie/ percosse (9,8%), soffocamento (7,4%) e strangolamento (6,1%).

L'omicidio in famiglia colpisce in misura sempre più frequente gli anziani: le vittime over 65 raggiungono il 30,1% del totale (49 in valori assoluti nel 2018), a fronte del 18% del 2000. Aumenta contestualmente anche l'età media delle vittime, che passa dai 45 anni nel 2000 ai 48,8 dell'anno scorso.

I ricercatori dell'Eures lo spiegano in parte con "il crescente fenomeno degli omicidi pietatis causa (o compassionevoli), dettati cioè dalla decisione dell'autore di porre fine ad una condizione di disagio estremo della vittima (grave malattia, demenza senile, ecc.) da lui ritenuta insostenibile" (23 casi nel 2018). L'autore degli omicidi in famiglia nell' 88,1% dei casi è un uomo, con un'età media passata da 43,9 anni nel 2000 a 51,5 nel 2018.

 

 

 

 

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