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Milano: dal carcere a Malnatt, la birra del riscatto PDF Stampa
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La Repubblica, 28 giugno 2019

 

Una birra che si chiama "Malnatt", termine dialettale milanese che veniva usato per indicare i "nati male ma che lottano per cambiare il proprio destino", non poteva che nascere per aiutare chi sta in carcere a ripensarsi, a rinascere. È un progetto che potrà dare lavoro a una decina di detenuti di San Vittore, e degli istituti di Opera e Bollate.

Se di questa birra dal nome strano ne verranno venduti almeno mille ettolitri, i tre penitenziari avranno 20 mila euro da investire subito in progetti di reinserimento sociale e magari anche di ristrutturazione degli spazi. E se davvero il progetto dovesse decollare con l'arrivo di ordini per grandi quantitativi di birra, lo sviluppo ulteriore potrebbe essere anche quello di produrre la bevanda direttamente in carcere, come già succede a Rebibbia.

L'idea è nata dalla riflessione di Massimo Barboni, che nel campo delle birre lavora da tempo e che sa come anche i grandi marchi internazionali oggi puntino molto sui prodotti artigianali e locali e sulle birre che hanno dietro all'etichetta un contenuto, una storia particolare. Siccome vanno bene sul mercato le birre regionali, l'idea è che possa piacere al pubblico anche questa che è sicuramente a chilometro zero, perché verrà prodotta in una cascina vicino ad Abbiategrasso, la Morosina, che ha al suo interno un piccolo birrificio.

Ieri a Palazzo Marino, l'assessora al Lavoro Cristina Tajani ne ha parlato come di "un progetto tipicamente milanese sin dal nome, che coniuga alcuni dei tratti distintivi della nostra città come l'attenzione alla ricerca della qualità attraverso l'uso di materie prime a filiera corta e la capacità di saper intuire le tendenze del mercato: speriamo di poterla vendere anche attraverso il nostro consorzio Viale dei mille che già distribuisce altri prodotti del carcere".

L'idea di Barboni è stata fatta propria anche dal provveditore dell'amministrazione penitenziaria, Pietro Buffa, che come il suo predecessore Luigi Pagano crede molto nella molla del lavoro come strumento per favorire il reinserimento sociale e per evitare le recidive. Malnatt darà un'opportunità concreta di lavoro ad alcuni detenuti ed ex detenuti, presso l'azienda agricola La Morosina che è nel parco del Ticino, e di distribuzione presso la società Pesce, che è già pronta ad assumere il primo detenuto di Opera come magazziniere.

Le birre Malnatt, in distribuzione presso il canale Horeca (Hotellerie-Restaurant-Café), sono birre ad alta fermentazione, non pastorizzate, non filtrate e rifermentate in bottiglia o in fusto. Tre le linee prodotte e dedicate ai tre istituti carcerari di Milano: Malnatt San Vittore, birra chiara non filtrata di solo malto d'orzo; Malnatt Bollate, birra di frumento; Malnatt Opera, birra rossa. "I finanziamenti vengono da un pool di imprenditori lombardi che hanno trovato un accordo con il provveditorato alle carceri e con il Comune - spiega Barboni.

Riteniamo che sia una cosa buona per le carceri e verseremo il 5 per cento a favore di progetti di formazione per la polizia penitenziaria, per la ristrutturazione delle carceri, ma anche per le attività di reinserimento di chi sta scontando una pena".

 

 

 

 

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