Martedì 17 Settembre 2019
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Un piano di azione contro i discorsi di odio PDF Stampa
Condividi

di António Guterres*

 

Corriere della Sera, 28 giugno 2019

 

È adesso il momento di cambiare passo per debellare antisemitismo, islamofobia, persecuzione di cristiani e tutte le altre forme di razzismo, xenofobia e l'intolleranza che le accompagna

Un piano di azione contro i discorsi di odio. Un'onda insidiosa di intolleranza e di violenza fondata sull'odio si avventa sui credenti di diverse fedi ovunque nel mondo. Brutali incidenti cui ci stiamo sempre più tristemente, e in modo allarmante, abituando. Nei mesi scorsi, abbiamo visto ebrei assassinati nelle sinagoghe, e le loro tombe deturpate con svastiche; musulmani abbattuti nelle moschee, con i loro siti religiosi vandalizzati; cristiani uccisi mentre erano in preghiera, con le loro chiese date alle fiamme. Oltre a questi orribili attacchi, assistiamo a una crescente retorica di odio, indirizzata non soltanto a gruppi religiosi ma anche a minoranze, migranti, rifugiati, donne e in generale chiunque sia "altro".

Mentre divampa il fuoco selvaggio dell'odio, si sfruttano i media sociali per seminare intolleranza. Movimenti neonazisti e suprematisti sono in crescita, e la retorica incendiaria si converte in una redditizia arma politica. L'odio si diffonde ugualmente all'interno di democrazie liberali e regimi autoritari, gettando un'ombra sulla nostra comune umanità. Le Nazioni Unite hanno nel corso dei decenni mobilitato il mondo contro l'odio di tutti i tipi attraverso un'azione di ampio raggio a tutela dei diritti umani e in favore dello stato di diritto. Di fatto, l'identità stessa dell'Organizzazione è dalla sua creazione radicata nell'incubo che scaturisce dall'odio virulento lasciato troppo a lungo libero di attecchire, incontrastato.

Per noi l'istigazione all'odio rappresenta un attacco contro tolleranza, inclusione, diversità, contro l'essenza stessa di norme e principi dei nostri diritti umani. Più in generale, questa odiosa pratica minaccia la coesione sociale, erode valori condivisi e può essere il presupposto della violenza, in grado di ricacciare indietro pace, stabilità, sviluppo sostenibile e dignità umana.

Nei decenni scorsi, l'istigazione all'odio è stata alle origini di crimini atroci, quali il genocidio, dal Ruanda alla Bosnia e alla Cambogia. Temo che il mondo stia raggiungendo un'altra simile fase nella lotta contro il demone dell'odio. In risposta a questo ho dunque lanciato due iniziative delle Nazioni Unite. Innanzitutto, ho appena inaugurato una Strategia e un Piano di azione contro l'istigazione all'odio che coordini gli sforzi comuni a tutto il sistema delle Nazioni Unite, si occupi delle sue cause profonde e renda più efficace la nostra risposta. In secondo luogo, stiamo sviluppando un Piano di azione che veda l'impegno totale dell'Onu negli sforzi a salvaguardia dei siti religiosi e a garanzia della sicurezza dei luoghi di culto.A quanti insistono a utilizzare la paura per dividere le comunità, va detto: la diversità è una ricchezza, non è mai una minaccia.

Un profondo spirito di reciproco rispetto e accoglienza è in grado di scalzare post e tweet sparati a raffica. Non dobbiamo mai dimenticare che, dopo tutto, ciascuno di noi è "altro" rispetto a qualcun altro, da qualche altra parte. Non può esserci illusione di sicurezza quando l'odio è diffuso. Come parte di un'unica umanità, è nostro dovere prendersi cura l'uno dell'altro. Naturalmente, ogni azione di contrasto all'istigazione all'odio deve essere in linea con i diritti umani fondamentali.

Affrontare l'istigazione all'odio non vuol dire limitare o proibire la libertà di parola. Significa piuttosto impedire che essa degeneri in qualcosa di più pericoloso, in particolare incitamento a discriminazione, ostilità e violenza, il che è vietato dal diritto internazionale. Occorre trattare l'istigazione alla violenza come trattiamo ogni atto illecito: condannandolo, rifiutandoci di amplificarne la portata, contrastandolo con la verità, e incoraggiando gli autori a cambiare il loro comportamento.

Governi, società civile, settore privato e media giocano tutti un ruolo importante. I leader politici e religiosi hanno una responsabilità speciale nella promozione della convivenza pacifica. L'odio è un pericolo per tutti - per questo tutti devono combatterlo. Insieme, possiamo spegnere l'incendio dell'odio e sostenere i valori che ci uniscono tutti come una singola famiglia umana.

 

*Segretario Generale delle Nazioni Unite

 

 

 

 

06

 

06

 

06


 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it