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Sorpresa al Csm, la corrente di Davigo candida Di Matteo PDF Stampa
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di Liana Milella

 

La Repubblica, 26 giugno 2019

 

Nino Di Matteo correrà per il Csm. Nelle elezioni suppletive che si svolgeranno il 6 e il 7 ottobre. Correrà, ma come indipendente, per il gruppo di Piercamillo Davigo, Autonomia & Indipendenza. A proporlo non è il vertice della corrente, ma la sua base. Richiesta ovviamente accolta. Noto per aver sostenuto la pubblica accusa nel processo sulla trattativa Stato-mafia, concluso con anni di condanne in primo grado, e conosciuto per il suo lavoro a Palermo che costa a lui e alla sua famiglia una vita blindata per le pesanti minacce di Cosa nostra, Di Matteo conferma la sua candidatura.

Che cade in un duplice momento particolare, per lui, ma anche per la magistratura italiana. Partiamo dal secondo aspetto. Le elezioni suppletive per due posti da pm tra i 16 togati di palazzo dei Marescialli si tengono per via dell'inchiesta di Perugia sull'ex presidente dell'Anm Luca Palamara accusato di corruzione. Tra i togati coinvolti, e costretti a dimettersi, anche Luigi Spina (Unicost) e Antonio Lepre (Mi).

In assenza di una lista dei non eletti (per 4 posti di pm corsero a luglio 2018 solo 4 pm), la via delle elezioni suppletive è obbligata. A proporre che si superino le correnti per il voto di ottobre è stato Eugenio Albamonte di Area, ex presidente dell'Anm. La prima candidatura fuori dalle dinamiche correntizie, anticipata dal Dubbio, è proprio quella di Di Matteo.

Che solo qualche giorno fa è stato destinatario di un attestato di stima e solidarietà da oltre un centinaio di suoi colleghi che hanno scritto al presidente Sergio Mattarella per sollecitare una presa di posizione del Csm sulla decisione del capo della Procura nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho di escluderlo dal gruppo che indaga sui mandanti delle stragi per via di una sua intervista.

Di Matteo si è rivolto al Csm per contestare la decisione e ribadire di non aver rivelato alcuna pista investigativa segreta, ma di aver solo ripetuto fatti noti da anni. 11 Csm non si è ancora occupato della vicenda. Ma il gruppo che apertamente ha difeso Di Matteo è stato A&I con le dichiarazioni del componente del Csm Sebastiano Ardita.

 

 

 

 

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