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Giustizia, indagini contingentate e punteggi alle toghe nella riforma PDF Stampa
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di Giovanni Negri

 

 

Il Sole 24 Ore, 20 giugno 2019

 

Indagini preliminari con tempi più rigidi. Tetto agli stipendi dei componenti del Csm. Punteggi per gli avanzamenti in carriera dei magistrati. Intercettazioni all'insegna del "ma anche": tutela della privacy ma anche della efficienza delle indagini E un modello di processo civile che tagliai tempi soprattutto perle cause, e sono la stragrande maggioranza, di competenza del giudice unico.

Questi alcuni dei punti di merito che scandiscono il dossier giustizia tornato prepotentemente di attualità sulla scia delle ricadute sistemiche dell'inchiesta di Perugia sull'inquinamento delle nomine ai vertici di alcuni uffici giudiziari.

Il confronto vede coinvolti il capo del Governo, Giuseppe Conte, i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e il ministro della Funzione pubblica Giulia Bongiorno, e, almeno nelle intenzioni, sarà a tutto campo, aprendo alle opposizioni.

Lo stesso Nicola Zingaretti ha riconosciuto la necessità di interventi, per esempio, sul Consiglio superiore della magistratura. Le misure sul processo penale e sul processo civile, in forma di disegni di legge delega, sono in realtà in buona parte definite, perché precedute da un lavoro di confronto con le rappresentanze di avvocatura e magistratura sin dal marzo scorso. Il che non vuol dire che tutte le misure siano state concordate.

Per esempio, la previsione di una più rigida scansione temporale della fase delle indagini preliminari, sarà mal digerita da parte dell'Anm, che non vedrà certo di buon occhio la decisione di puntare su una sola proroga di 6 mesi, mettendo a disposizione delle parti tutte le carte dopo 3 mesi. Possibili sanzioni per chi non rispetta i termini, mentre nel testo dovrebbero confluire anche un deciso impulso sui riti alternativi, allargando i limiti per il patteggiamento, e una revisione del meccanismo delle notifiche, incentivando quelle telematiche e a mezzo difensore.

Del resto, l'obiettivo di tagliare i tempi dei giudizi è condiviso ed è stato oggetto dell'accordo politico tra Lega e Movimento 5 Stelle che ha permesso di approvare la riforma della prescrizione che, comunque, lo ha sottolineato ieri ancora una volta Bonafede, dovrà entrare in vigore dal prossimo anno.

Csm e avanzamenti in carriera dei magistrati sono ormai temi ineludibili (ieri il procuratore di Milano Francesco Greco ha preso le distanze da vicende "romane": "quel mondo che vive nei corridoi degli alberghi e nelle retrovie della burocrazia romana e che non ci appartiene e non appartiene ai magistrati del Nord ci ha lasciato sconcertati"). Sul primo, il ministero mette sul tavolo una stretta sul fronte delle retribuzioni dei consiglieri, equiparandole, quanto a limiti massimi a quelle dei dirigenti della pubblica amministrazione, 240.000 euro; limitata anche, peri 5 anni successivi, la possibilità di ottenere incarichi extragiudiziari.

Sul fronte degli avanzamenti in carriera si sta riflettendo su un meccanismo di punteggi nei quali incasellare il lavoro giudiziario e anche quello extragiudiziario per limitare gli spazi di discrezionalità e allargare quelli di prevedibilità delle scelte del Consiglio superiore della magistratura.

Mentre sulla riforma della disciplina delle intercettazioni domani partirà il tavolo di confronto, inizialmente con giornalisti e avvocati, per mettere a punto un testo condiviso. Di tempo ce ne sarà sino a fine anno, visto che la riforma Orlando è stata congelata sino ad allora.

 

 

 

 

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