Giovedì 19 Settembre 2019
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Bologna: "Un passo verso gli altri", gli studenti incontrano i detenuti dell'Ipm PDF Stampa
Condividi

Redattore Sociale, 20 giugno 2019

 

Il progetto vuole offrire ai ragazzi delle scuole superiori e a quelli detenuti nel carcere del Pratello di Bologna un'esperienza formativa attiva basata sul faccia a faccia tra mondi differenti, lo scambio di pensieri e riflessioni su tematiche comuni. Sono 4 le scuole coinvolte finora. "Esperienza utile a tutti". Un'esperienza formativa attiva basata sul faccia a faccia tra mondi differenti: gli studenti delle scuole superiori dell'area metropolitana e i ragazzi detenuti nell'Istituto penale minorile di Bologna. È il progetto "Un passo verso gli altri" organizzato dall'Istituto penale minorile insieme al Centro per l'istruzione degli adulti di Bologna e la Città metropolitana.

Obiettivo? Mettere faccia a faccia mondi differenti, permettere lo scambio di pensieri e riflessioni su tematiche comuni ma anche consentire ai ragazzi coinvolti di lavorare su aspetti importanti del vivere nel mondo con gli altri, come il riconoscimento dell'alterità, una maggiore consapevolezza di sé e il rafforzamento della propria identità, e del vivere in un contesto sociale più ampio, contribuendo a promuovere il senso di cittadinanza attiva e l'educazione alla legalità.

"Il progetto fa parte dell'offerta formativa sia per gli studenti esterni sia per i ragazzi del Minorile, che frequentano la scuola o corsi di formazione dentro al Pratello", ha spiegato Alfonso Paggiarino, direttore dell'Ipm. Finora sono 4 le scuole che hanno aderito (Liceo Fermi e Istituto Aldini Valeriani Sirani di Bologna, Istituto Keynes di Castelmaggiore, Liceo Rambaldi Valeriani di Imola). Il progetto è a numero chiuso, coinvolge i ragazzi dell'Istituto minorile, "tutti e 20", ha affermato il direttore, e 6 gruppi da 25 studenti delle scuole superiori, di una stessa classe o di classi diverse.

"Libertà di, libertà da, libertà per" è la tematica stimolo proposta ai ragazzi coinvolti, intesa come possibilità di fare e pensare in autonomia, capacità di svincolarsi da condizionamenti esterni e pregiudizi e come strumento per scegliere e agire in modo positivo e propositivo verso se stessi e verso gli altri. "Non c'è nessun vincolo sui temi - ha spiegato Emilio Porcaro, dirigente scolastico del Cpia metropolitano che gestisce la scuola dentro l'Ipm - Verranno concordati con gli insegnanti, ogni scuola darà il proprio taglio e poi vedremo quello che emerge dal confronto".

Si parte domani 19 ottobre con la formazione iniziale per i referenti delle scuole insieme a insegnanti, educatori, direttore del carcere, polizia penitenziaria per fare capire come funziona la struttura carceraria. Poi sono previsti 3 momenti per ogni gruppo: un incontro preparatorio con gli educatori del Minorile a scuola, un incontro all'interno del carcere e un incontro di restituzione. E sono previste anche uscite dei ragazzi del Minorile, come ha sottolineato Paggiarino.

"Gli incontri si terranno tra gennaio e febbraio. A conclusione del percorso, a maggio 2018, sarà organizzato un torneo di calcio all'interno del Minorile aperto agli studenti delle scuole superiori che hanno partecipato al progetto. "Al centro di questo progetto c'è la scuola, quella in carcere e quella fuori - ha proseguito Porcaro - e prevede un dialogo tra i docenti che hanno esperienza di insegnamento in carcere e quelli esterni e tra studenti e ragazzi detenuti: è formazione tra pari".

"Questo progetto è una presa di contatto con la realtà che può essere utile a tutti, agli studenti, ai ragazzi detenuti, agli insegnanti e anche alla comunità per abbattere pregiudizi e imparare a gestire positivamente situazioni di difficoltà", ha detto Daniele Ruscigno, consigliere metropolitano con delega a Scuola, Istruzione, Formazione. "È un progetto prezioso e complesso il cui obiettivo è promuovere la cittadinanza attiva", ha detto Elisabetta Scalambra, consigliere metropolitano con delega a Sviluppo sociale.

Dello stesso avviso anche Giovanni Schiavone, dirigente dell'Ufficio scolastico regionale: "I ragazzi del Minorile prenderanno qualcosa da questo progetto, gli studenti daranno qualcosa alla vita quotidiana dei detenuti ma prenderanno anche molto dalla loro conoscenza - ha detto in occasione della conferenza stampa - I ragazzi del Pratello sono persone che vivono una situazione di disagio e che hanno bisogno di relazioni, e tutti noi possiamo fare qualcosa per far passare loro il periodo che vivono dentro il Minorile al meglio".

I vantaggi sono anche per gli insegnanti, "che acquisiscono competenze che non sapevano di avere, si mettono in gioco nelle relazioni umane, imparano a gestire i ragazzi turbolenti e poi possono riportare la loro esperienza a scuola, ai colleghi. È un progetto piccolo - ha aggiunto Schiavone - ma può dare risultati importantissimi. Ne vale proprio la pena".

 

 

 

 

06

 

06

 

06


 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it