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Il Csm volta pagina. Stop di Mattarella all'azzeramento senza nuove regole PDF Stampa
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di Ugo Magri e Maria Rosa Tomasello

 

La Stampa, 18 giugno 2019

 

Venerdì convocato il plenum per l'insediamento di due componenti - Ma l'arrivo di nuove carte da Perugia fa presagire altre tempeste. Il Csm volta rapidamente pagina. Venerdì si riunirà il plenum in seduta straordinaria per accogliere due nuovi membri: Giuseppe Marra, fino a ieri in forza al Ministero della Giustizia, e Ilaria Pepe, consigliere alla Corte d'Appello di Napoli.

Subentreranno al posto di quelli che si sono dimessi in conseguenza dello scandalo nomine, Gianluigi Morlini e Corrado Cartoni. Saranno quindi formalizzate le elezioni suppletive che a ottobre rimpiazzeranno altri due dimissionari. Ma la riunione convocata dal vice-presidente, David Ermini, non si limiterà a questi adempimenti. Non per nulla sarà presente il capo dello Stato che, secondo fonti autorevoli di Palazzo dei Marescialli, non solo seguirà attentamente il dibattito ma legittimerà gli avvicendamenti nel Consiglio, pronuncerà un discorso prevedibilmente severo sui mercanteggiamenti portati a galla dalle inchieste e darà l'impulso necessario perché l'organo di autogoverno dei magistrati riprenda a svolgere in pieno le sue funzioni.

In altre parole, Sergio Mattarella decreterà ufficialmente la fine dei tentativi di azzerare il Csm che vedono protagoniste le componenti più penalizzate dai nuovi equilibri: dunque anzitutto Magistratura Indipendente e alcuni esponenti laici di centrodestra (in particolare Fi e Fd'I) destinati a perdere la presa che esercitavano su nomine, promozioni e carriere.

La nuova geografia del Csm vedrà crescere viceversa il peso tanto di Autonomia e Indipendenza (la corrente di Piercamillo Davigo) quanto di Area-Magistratura democratica. Rafforzato ne risulterà pure il ruolo di Ermini, che Palamara e Lotti avevano individuato come principale bersaglio delle loro manovre.

Ma altre tempeste potrebbero scatenarsi sul Csm con l'arrivo a Palazzo dei Marescialli delle nuove carte inviate dalla procura di Perugia che indaga sull'ex presidente dell'Anm Luca Palamara. Pesano le nuove rivelazioni dell'inchiesta, che fanno luce sulle trame per orientare i vertici delle procure.

"Loro ti possono dire che io sono la P5... che sono quello che fa le nomine" dice Palamara, che già sospetta di essere stato intercettato a lungo, all'amico pm Stefano Fava. Al faldone sarebbe allegata, tra le altre, anche una conversazione (di cui non si conosce ancora il contenuto) intercettata il 27 maggio tra Palamara e il procuratore generale di Cassazione Riccardo Fuzio, che nei giorni scorsi aveva avviato l'azione disciplinare contro di lui e contro i cinque consiglieri del Csm presenti alla riunione notturna in un albergo romano, quattro dei quali hanno già lasciato l'incarico.

Ieri, nel giorno in cui il plenum è convocato in via straordinaria per prendere atto delle dimissioni di Cartoni e Lepre (che tornano ai loro incarichi a Roma e a Paola), l'aria è tesa. Fuzio vota e lascia velocemente la sala. L'unico a prendere la parola è Giuseppe Cascini, leader di Magistratura democratica, che ricordando uno dei fondatori di Md, Salvatore Senese, magistrato e parlamentare scomparso ieri, commenta amaro: "Alla luce dei conciliaboli triviali di cui leggo in questi giorni, penso che sia andato via un gigante in un'epoca di nani. In questo momento buio per le istituzioni anche per lui abbiamo il dovere di non arrrenderci".

È una seduta lampo, con un unico altro atto formale. Paola Braggion, di Magistratura indipendente, viene eletta con un voto all'unanimità nuovo membro effettivo della commissione disciplinare in sostituzione di Cartoni.

 

 

 

 

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