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Yemen. La guerra che non finisce mai per una popolazione civile ormai allo stremo delle forze PDF Stampa
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La Repubblica, 18 giugno 2019

 

Gli attacchi reciproci delle forze a guida saudita e delle truppe Huthi, sciiti legati all'Iran. Decine di migliaia i morti. Oltre 20 milioni di persone dipendenti dagli aiuti umanitari. I dati Unicef e Medici Senza Frontiere. La Coalizione militare a guida saudita che combatte gli insorti yemeniti Huthi - gruppo armato sciita zaydita, attivo in funzione anti-governativa, che si definisce "Partigiani di Dio o Gioventù credente" - ha condotto nuovi raid aerei sulla capitale Sana'a, controllata, appunto, dalle formazioni Huthi vicine all'Iran.

Non si hanno, al momento, notizie di vittime, anche se negli ultimi 3 anni e mezzo, il conflitto ha provocato oltre 10.000 morti e più di 22 milioni di persone che si trovano in situazioni di estremo bisogno e dipendenti dagli aiuti umanitari. Le informazioni non possono essere verificate da fonti indipendenti presenti sul terreno. Tuttavia, la TV panaraba-saudita al Arabiya, rende noto che sono state colpite postazioni di lancio di razzi e missili degli Huthi. Nei giorni scorsi gli Huthi hanno intensificato il lancio di droni armati e missili contro obiettivi civili e militari sauditi in territorio saudita. Gli episodi si inseriscono nel quadro dell'aumento della tensione tra Iran e Stati Uniti e i loro rispettivi alleati nella regione del Golfo e del Medio Oriente. Un quadro che vede ancora una volta vittime soprattutto la popolazione civile.

Unicef: ogni 2 ore una madre e 6 neonati muoiono durante il parto. Succede a causa di complicazioni durante la gravidanza o il parto, secondo una serie di report sulla salute materna e infantile nel Paese. "Dare alla luce un bambino in Yemen può troppo spesso trasformarsi in una tragedia per intere famiglie - dice Henrietta Fore direttore generale UNICEF. "Decenni di sottosviluppo e anni di intensi combattimenti hanno lasciato sull'orlo del collasso totale i servizi pubblici essenziali, compresa l'assistenza sanitaria fondamentale per le madri e i bambini". La serie Childbirth and parenting in a war zone, lanciata questa settimana, mostra anche che il tasso di mortalità materna è cresciuto ampiamente dall'intensificazione del conflitto: da 5 madri al giorno che morivano nel 2013 a 12 al giorno nel 2018.

L'assenza dei rifornimenti e dei trasporti. L'accesso a servizi sanitari di qualità pre e post parto sono cruciali per la sopravvivenza di una madre e un neonato. In assenza di servizi adeguati e a causa dello scarso accesso e costi per il trasporto insostenibili, gli operatori sanitari delle comunità stanno presto diventando 'l'ultima speranza' per le donne e i bambini - soprattutto nelle aree remote, rurali e colpite dalla guerra. Tuttavia, anche essi troppo spesso si trovano ad affrontare sfide come l'insicurezza e la mancanza di rifornimenti e trasporti. La metà di tutte le strutture sanitarie in Yemen non è operativa a causa della mancanza di personale, di rifornimenti, dell'incapacità di far fronte ai costi operativi o a causa di accesso limitato. Coloro che ancora lavorano devono affrontare gravi carenze di medicinali, attrezzature e personale e mettono a rischio la vita.

Medici Senza Frontiere: "Il costo enorme per la popolazione civile". Centinaia di strutture sanitarie in tutto il Paese hanno smesso di funzionare a causa di attacchi aerei, bombardamenti, mancanza di forniture, finanziamenti o personale. Il crescente costo della vita ha reso estremamente difficile soddisfare le esigenze primarie per le famiglie. MSF ha ampliato le proprie attività per affrontare la mancanza di assistenza sanitaria e aiutare il crescente numero di vittime della guerra. Alla fine del 2016, le équipe di MSF fornivano direttamente assistenza sanitaria ai pazienti in 12 ospedali e sostenevano almeno altre 18 strutture sanitarie. Nel 2016, più di 32.900 pazienti in strutture gestite o supportate da MSF hanno ricevuto trattamenti per violenza fisica intenzionale, comprese le ferite di guerra. Di questi pazienti, 15.800 sono stati trattati da équipe di MSF. Grazie a quasi 1.600 collaboratori, tra i quali 82 operatori internazionali, il programma di MSF in Yemen è uno dei più importanti in tutto il mondo in termini di personale.

Gli attacchi contro strutture supportate da MSF.

A Sa'ada. Le équipe hanno lavorato nei reparti di maternità, chirurgia e medicina generale e hanno fornito assistenza sanitaria e fisioterapia nell'ospedale di Al Jomhouri. MSF ha fornito assistenza in pronto soccorso e nel reparto di maternità dell'ospedale di Shihara, colpito da un missile nel mese di gennaio del 2016. Il centro sanitario di Haydan è stato colpito da un attacco aereo nell'ottobre del 2015 e MSF ha continuato a lavorare lì fino ad agosto 2016.

A Hajjah. MSF forniva assistenza sanitaria salvavita nell'ospedale di Al Jumhouri nella città di Hajjah e gestiva il reparto di emergenza, il reparto ospedaliero, i reparti di pediatria e maternità presso l'ospedale di Abs, oltre ad effettuare interventi chirurgici in entrambe le sedi. MSF ha ritirato temporaneamente le sue équipe dai due ospedali dopo l'attacco aereo sull'ospedale di Abs il 18 agosto 2016, ma ha ripreso a lavorare nel governatorato di Hajjah nel mese di novembre. MSF ha aperto un centro nutrizionale terapeutico ad Abs all'inizio di dicembre 2016 e ha inviato altri casi complicati agli ospedali specializzati di Hajjah, Sana'a e Hudaydah. MSF ha inoltre svolto attività medica decentrata per le persone che vivono dentro e nei dintorni dei campi per gli sfollati interni nel distretto di Abs. Le équipe di MSF hanno fornito assistenza medica e servizi di salute mentale. Alla fine dell'anno, MSF ha inoltre ampliato il proprio sostegno all'unità di maternità dell'ospedale di Hajjah.

Ad Amran. Molte persone sono fuggite dal conflitto in altre parti del Paese per stabilirsi nel governatorato relativamente tranquillo di Amran. MSF supporta l'assistenza sanitaria e gestisce sistemi di riferimento nell'ospedale di Al-Salam e in quattro centri sanitari. Dona anche attrezzature mediche e logistiche. Nel mese di maggio, MSF ha condotto una campagna per la cura della scabbia, fornendo assistenza medica, trattando gli indumenti con acqua bollente per liberarli dal parassita, nonché distribuendo sapone e altri articoli, al fine di migliorare l'igiene nei campi per sfollati interni di Khamir e Huth.

A Sana'a. MSF sostiene il reparto di pronto soccorso e la sala operatoria nell'ospedale di Al-Kuwait a Sana'a e dona forniture di emergenza agli ospedali di Al Jomhouri, Al-Thawra e Al-Sabeen. L'assistenza sanitaria materno-infantile è una parte importante del lavoro di MSF presso l'ospedale di Al Sabeen.

L'impegno contro l'HIV. Il sostegno di MSF al programma anti-HIV del Ministero della Salute è proseguito. Nonostante la violenza, il 97 per cento dei 2.529 pazienti del programma ha ricevuto il trattamento antiretrovirale salvavita. Il trattamento ai pazienti è stato assicurato non solo a Sana'a, ma anche a Taiz, Mukalla, Aden e Hudaydah.

La Dialisi. La guerra ha gravemente colpito le forniture ai centri di trattamento emodialitico. Da ottobre 2015, MSF sostiene i centri di Sana'a, Sa'ada e Hajja. Nel mese di agosto questo sostegno è stato esteso ai centri di Taiz e Mahweet.

Ibb, la regione più popolosa. Il governatorato di Ibb è la regione più densamente popolata dello Yemen. MSF sostiene il dipartimento di emergenza dell'ospedale Al-Thawra, il più grande del governatorato, dove mira a migliorare la gestione sanitaria di emergenza e la gestione delle vittime di massa. Le équipe lavorano anche nell'ospedale generale rurale del distretto di Thi As-Sufal, al confine meridionale con il governatorato di Taiz, vicino a una delle linee del fronte più violente del Paese. Questo ospedale serve circa 500.000 persone. MSF ha ristrutturato l'ospedale ed eseguito interventi chirurgici salvavita nei casi più gravi.

A Taiz. Nel 2016, a Taiz la situazione era critica. La maggior parte degli ospedali ha chiuso nel bel mezzo dei combattimenti più pesanti. L'ingresso e l'uscita dal centro della città erano limitati e pericolosi per i civili e gli operatori umanitari. MSF ha fornito attività mediche salvavita su entrambi i lati della linea del fronte, trattando prevalentemente pazienti con lesioni causate da attacchi aerei, esplosioni, granate, colpi d'arma da fuoco e mine. Inoltre, le équipe hanno continuato a gestire un ospedale materno-infantile e un centro traumatologico per ferite e traumi da guerra e ha sostenuto regolarmente quattro ospedali che offrono servizi di maternità, pediatria, chirurgia ed emergenza nel centro della città.

A Dhale. Alcune aree di Ad Dhale sono state teatro di intensi combattimenti nell'agosto del 2016, con scontri armati, cecchini, bombardamenti e razzi. MSF opera nell'ospedale di Al-Nasr, fornendo una vasta gamma di attività. MSF lavora anche nell'ospedale Al Salam e nel centro sanitario di Thee Ijlal a Qatabah. Verso la fine del 2016, MSF ha iniziato a sostenere il centro sanitario di Damt nel governatorato.

Ad Aden. MSF ha continuato a gestire il proprio ospedale chirurgico di emergenza per fornire assistenza sanitaria a migliaia di persone. Solo nel 2016, sono stati ricoverati 5.790 pazienti in pronto soccorso. L'ospedale riceve i pazienti provenienti da molti governatorati meridionali, tra cui Taiz, Lahj, Abyan, Ad Dhale e Shabwa. Nella prigione centrale di Aden, il personale sanitario di MSF ha fornito ai detenuti assistenza medica di base, conducendo una media di 50 consultazioni settimanali. MSF ha anche sostenuto l'ospedale di Al-Razi ad Abyan, con assistenza chirurgica e regolari donazioni di forniture mediche.

 

 

 

 

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