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Toghe in guerra, l'alt del Colle PDF Stampa
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di Valentina Errante

 

Il Messaggero, 14 giugno 2019

 

Il Consiglio superiore della magistratura perde un altro pezzo. Il terzo dimissionario è Antonio Lepre. Dopo l'autosospensione, segue i colleghi Gianluigi Morlini e Luigi Spina. Restano nel limbo dell'autosospensione Corrado Cartoni e Paolo Criscuoli, le altre due toghe del Csm intercettate a discutere di nomine durante una cena con i parlamentari del Pd Cosimo Ferri e Luca Lotti. E il presidente Sergio Mattarella volta pagina: elezioni suppletive.

Il 6 e il 7 ottobre le toghe torneranno alle urne per sostituire due consiglieri. Lo scioglimento è escluso: senza una riforma riproporrebbe le stesse logiche a Palazzo dei Marescialli. Fare in fretta per restituire prestigio alla magistratura. "Voltare pagina". Il presidente della Repubblica, dopo giorni di riflessione e contatti continui con il vicepresidente del Csm, David Ermini e il ministero della Giustizia, sceglie di non sciogliere il Consiglio e indice nuove elezioni. Mattarella non nasconde la propria preoccupazione e la traduce in atti e inviti: apre alla riforma delle procedure di elezione dei membri del Csm e indica le suppletive, che ovviamente avverranno con le attuali regole.

Il capo dello Stato ha deciso di non attendere oltre. La motivazione è forte: lo scioglimento cambierebbe poco, riproponendo, con tutta probabilità, le stesse criticità che le indagini stanno portando a galla. "Diverse forze politiche auspicano un cambiamento e chiedono una riforma delle norme di elezione", spiegano fonti del Quirinale facendo anche riferimento alle spinte dei partiti che chiedono modifiche sostanziali.

Naturalmente l'obiettivo del presidente Mattarella è uno solo: restituire quel prestigio e quell'indipendenza della magistratura che oggi sono fiaccati dall'inchiesta e dall'amplificazione mediatica. Un'inchiesta che ha "incrinato" il prestigio della magistratura. La sostituzione dei dimissionari è il primo passo. Gli equilibri all'interno dell'attuale consiglio cambieranno, al posto di Gianluigi Morlini, entrerà Giuseppe Marra di A&I, la correte di Davigo.

Se dovessero dimettersi anche gli altri consiglieri coinvolti di Mia sostituirli saranno un altro esponente di A&I e uno di Area, la corrente di sinistra. Ieri, intanto, anche il Guardasigilli ha integrato l'atto di incolpazione notificato due giorni fa alle toghe, contestando ai cinque magistrati coinvolti nella vicenda, anche la violazione delle norme "che stabiliscono la necessità di preservare l'autonomia valutativa del Csm".

Spina, Cartoni, Criscuoli, Lepre e Morlini "gettando discredito sull'ordine giudiziario incidevano negativamente sulla fiducia e sulla considerazione di cui il magistrato deve godere". Al centro dell'accusa del ministro, come del pg, c'è sempre la cena del 9 maggio alla quale le cinque toghe discutevano con i parlamentari Ferri e Lotti "completamente estranei - si legge nel documento - alle funzioni ed alle attività consiliari e con i quali gli incolpati pianificavano la possibilità di incidere sulle future nomine di direttivi di uffici giudiziari, tra cui, specificamente, la proposta inerente la nomina del Procuratore della Repubblica di Roma, di diretto interesse personale per il pm Palamara e Lotti. In particolare, nei confronti di quest'ultimo, per il quale era già stato richiesto il rinvio a giudizio dinnanzi al Tribunale di Roma, il nominando Procuratore della Repubblica di Roma avrebbe dovuto sostenere la funzione di accusa".

 

 

 

 

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