Giovedì 19 Settembre 2019
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Mattarella sul Csm: "Voltare pagina", ma non lo scioglie PDF Stampa
Condividi

di Liana Milella

 

La Repubblica, 14 giugno 2019

 

Il Capo dello Stato: elezioni suppletive per sostituire i magistrati dimissionari. "Prestigio e fiducia incrinati, ma è inutile azzerare tutto senza cambiare le regole".

Il Csm a guida Ermini andrà avanti. Per ridare subito "prestigio e fiducia" alla magistratura e voltare pagina. Con una mossa a sorpresa, il capo dello Stato, nonché presidente del Csm Sergio Mattarella, ha indetto le elezioni - si svolgeranno il 6 e 7 ottobre - per scegliere i due togati che appartengono alla categoria dei pm e che dovranno prendere il posto dei dimissionari Luigi Spina e Antonio Lepre. Che ieri ha lasciato il Consiglio.

Si va avanti nonostante lo scandalo "toghe sporche", e le dimissioni, già date o in procinto di esserlo, di ben cinque togati su sedici. Nessuno scioglimento dunque, come chiede Forza Italia, o auto scioglimento, perché se ciò accadesse - ed è questa la motivazione del Colle - si finirebbe per votare con le stesse regole attuali che invece il Guardasigilli Alfonso Bonafede già annuncia di voler cambiare. Introducendo il sorteggio per ridimensionare il potere finora assoluto delle correnti delle toghe. Se invece il Colle rimandasse tutti a casa oggi si voterebbe proprio con le stesse regole che il governo vuole cancellare.

Per completare invece la rosa dei dieci giudici - ne mancano tre - si attingerà alla lista dei non eletti, giusto tre per tre posti, visto che nelle elezioni del luglio 2018 c'erano pochissimi candidati, quattro pm per quattro posti, 13 giudici per 10 posti, quattro toghe della Cassazione per due posti. Sono le 19 quando Mattarella rende pubblica la decisione e chiude la porta a qualsiasi manovra dentro l'attuale Csm o alle richieste politiche, come le dimissioni in blocco avanzate da Fi.

A fronte della resistenza di chi, come i giudici coinvolti nelle intercettazioni Corrado Cartoni e Paolo Criscuoli che, pur destinatari di una doppia procedura disciplinare dal Pg della Cassazione Riccardo Fuzio e dal Guardasigilli Alfonso Bonafede, ancora non si dimettono, mentre lascia Antonio Lepre, il capo dello Stato fissa la data delle prossime elezioni per i due posti da pm. La prima settimana di ottobre per consentire la campagna elettorale.

La ragione è semplice, ed è politica, perché lo scioglimento immediato di questo Consiglio comporterebbe la rielezione del Csm con gli stessi criteri seguiti a luglio 2018 in quanto non si farebbe in tempo in tre mesi ad approvare una nuova legge. Ma c'è di più nel passo del presidente del Csm, che anche questa volta si è mosso in piena sintonia con il suo vice, l'ex Pd David Ermini. La sostituzione è il primo passo per restituire alla magistratura indipendenza e prestigio.

"Prestigio e fiducia" che, secondo Mattarella, sono state incrinate dallo scandalo esploso con l'inchiesta di Perugia. Dunque questo Csm riparte. Anche se, a fronte delle dimissioni date ieri da Antonio Lepre, mancano ancora quelle di Cartoni e Criscuoli, che però dovrebbero giungere nel fine settimana. Si preparano i sostituti. Già ieri il plenum ha votato il rientro in ruolo di Giuseppe Marra, giudice della corrente di Piercamillo Davigo e primo dei non eletti. In una settimana potrebbe entrare, dopo la verifica dei titoli, anche la collega Ilaria Pepe, sempre di Davigo, e Bruno Giangiacomo di Area. Magistratura indipendente si riduce da cinque a due membri e paga uno scotto pesante. Mentre Davigo raddoppia la sua pattuglia e passa da due a quattro consiglieri.

La sinistra di Area arriva a cinque. La storia stessa di questo Csm, dove finora ha dominato, soprattutto nelle nomine, l'asse Unicost-Mi, è destinata a cambiare. A cominciare dalla scelta dei vertici delle procure di Roma, Perugia, Torino, Brescia. La mossa di Mattarella delude Forza Italia, che con un diktat di Berlusconi ha chiesto al Colle lo scioglimento del Consiglio, anche se i due laici designati da Fi, gli avvocati Michele Cerabona e Alessio Lanzi, ieri affermavano la propria indipendenza - "non siamo dei politici, non riceviamo ordini, nessuno si è permesso di darceli" - e la volontà di non mandare in crisi il Consiglio.

Ma sia Fi che Fratelli d'Italia propongono una commissione parlamentare d'inchiesta sulle toghe sporche. Il Guardasigilli Bonafede conferma invece il progetto di incidere per legge sul Csm. Perché "nessuno tra i magistrati che ogni giorno lavorano e portano faticosamente avanti la macchina della giustizia possa pensare che per fare carriera si deve stare in una corrente".

 

 

 

 

06

 

06

 

06


 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it