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Bari: la cultura che unisce, dentro e fuori il carcere PDF Stampa
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di Rita Schena

 

Gazzetta del Mezzogiorno, 14 giugno 2019

 

Che cos'è un carcere? Un luogo di detenzione ed afflizione o un luogo dove poter rinascere a nuova vita? Il dibattito sembrerà datato (dal saggio di Cesare Beccaria "Dei delitti e delle pene" del 1764 in poi) ma ancora oggi non è ben chiaro a tutti che chi è recluso non sconta una "vendetta di Stato", ma una punizione per un atto commesso che gli dovrebbe permettere, una volta scontata, di reinserirsi nella società.

Ecco perché è sempre bello raccontare che torna per la sesta edizione (dal 17 al 28 giugno), "Caffè Ristretto", laboratorio di scrittura creativa e di incontri culturali dedicati ai detenuti dell'istituto penitenziario per adulti "Ruggi" e, da tre anni, anche ai ragazzi dell'Istituto Minorile "Fornelli", Il progetto ideato, organizzato e curato dalla scrittrice e drammaturga Teresa Petruzzelli, è svolto in collaborazione con l'insegnante e operatrice culturale Mariangela Taccogna e finanziato anche quest'anno dall'Assessorato alle Politiche giovanili del Comune.

Un segno tangibile di quanto non sia sprecato investire su chi si trova in detenzione. Durante "Caffè ristretto" sono previsti laboratori di scrittura, teatro, cinema, storytelling e incontri con autori, esperti di teatro e giornalisti. Il mondo del "fuori" che incontra quello "dentro" a dimostrazione che si può ripartire, anche con la cultura.

 

 

 

 

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