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Stati Uniti. Polizia uccide un 20enne afroamericano, proteste e guerriglia urbana a Memphis PDF Stampa
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La Repubblica, 14 giugno 2019

 

Secondo la versione della polizia, il giovane era ricercato e stava cercando di scappare, armato. Ma i familiari e alcuni testimoni contestano la ricostruzione degli agenti. Il cugino: "Gli hanno sparato 20 colpi". Negli scontri nella notte sono rimasti feriti 25 agenti e tre giornalisti. Aperta un'indagine.

Notte di tensione e scontri a Memphis, nello stato del Tennessee, dopo che un agente della task force regionale dei Marshals, un'agenzia federale di polizia penitenziaria, ha ucciso un ragazzo afroamericano, Brandon Webber, 20 anni, in un quartiere operaio della città, Frayser. L'uomo, scrive il quotidiano locale Daily Memphian, sarebbe stato raggiunto da venti colpi d'arma da fuoco, secondo quanto hanno raccontato il cugino della vittima e alcuni testimoni, ma la ricostruzione della vicenda viene contestata dalla polizia.

Stando a quanto riportato da Reuters, poco prima della sparatoria mortale, Webber avrebbe pubblicato un video su Facebook Live mentre si trovava in automobile. Dopo aver avvistato una volante della polizia nei paraggi, il giovane si sarebbe rivolto alla camera avvisando: "Have to kill me" ("Devono uccidermi"). Il video sembra sia stato poi rimosso dalla sua pagina Facebook. L'assassinio ha scatenato le proteste dei cittadini che si sono radunati nella notte tra mercoledì e giovedì e hanno lanciato pietre e mattoni contro le forze dell'ordine: al momento il bilancio è di 25 agenti e due giornalisti feriti e tre persone arrestate.

Notte di tensione e scontri a Memphis, nello stato del Tennessee, dopo che un agente della task force regionale dei Marshals, un'agenzia federale di polizia penitenziaria, ha ucciso un ragazzo afroamericano, Brandon Webber, 20 anni, in un quartiere operaio della città, Frayser. L'uomo, scrive il quotidiano locale Daily Memphian, sarebbe stato raggiunto da venti colpi d'arma da fuoco, secondo quanto hanno raccontato il cugino della vittima e alcuni testimoni, ma la ricostruzione della vicenda viene contestata dalla polizia.

Stando a quanto riportato da Reuters, poco prima della sparatoria mortale, Webber avrebbe pubblicato un video su Facebook Live mentre si trovava in automobile. Dopo aver avvistato una volante della polizia nei paraggi, il giovane si sarebbe rivolto alla camera avvisando: "Have to kill me" ("Devono uccidermi"). Il video sembra sia stato poi rimosso dalla sua pagina Facebook.

L'assassinio ha scatenato le proteste dei cittadini che si sono radunati nella notte tra mercoledì e giovedì e hanno lanciato pietre e mattoni contro le forze dell'ordine: al momento il bilancio è di 25 agenti e due giornalisti feriti e tre persone arrestate.

La portavoce del Tennessee Bureau of Investigation Keli McAlister ha detto che la Gulf Coast Regional Fugitive Task Force dei Marshals era andata in una casa di Frayser per cercare un sospettato con diversi mandati di cattura a suo carico. Gli agenti hanno visto un uomo entrare in un'auto e poi uscirne armato rivolgendosi minacciosamente contro le auto dei federali. A quel punto hanno aperto il fuoco. McAlister non ha spiegato quanti agenti hanno sparato o quanti colpi. La polizia, intanto, ha aperto un'indagine sulla morte del giovane per "conoscere le circostanze in cui è avvenuta la sparatoria che ha coinvolto gli agenti", ha fatto sapere il Tennessee Bureau of Investigation.

 

 

 

 

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