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La Corte europea dei diritti umani boccia la legge dell'Italia sull'ergastolo PDF Stampa
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di Laura Melissari

 

tpi.it, 13 giugno 2019

 

La Corte europea dei Diritti umani ha chiesto all'Italia di rivedere la legge sull'ergastolo. Secondo la Corte di Strasburgo, la legge italiana viola il diritto dei condannati a non essere sottoposti a trattamenti inumani e degradanti. Se non vi saranno ricorsi, la sentenza della Cedu, sarà definitiva tra tre mesi. La decisione di Strasburgo arriva in seguito al caso di Marcello Viola, condannato per associazione mafiosa, omicidi e rapimenti, in carcere dall'inizio degli anni Novanta. L'Italia deve versare 6mila euro per i costi legali a Marcello Viola.

L'associazione 'Nessuno tocchi Caino' definisce la sentenza della Corte Europea per i Diritti Umani sull'ergastolo ostativo un "pronunciamento storico". "Secondo la Corte l'ergastolo ostativo è una forma di punizione perpetua incomprimibile. Con questa sentenza la CEDU svuota l'art 4 bis dell'ordinamento penitenziario, che prevede uno sbarramento automatico ai benefici penitenziari, alle misure alternative al carcere e alla liberazione condizionale in assenza di collaborazione con la giustizia. La CEDU fa cadere la collaborazione con la giustizia ex art 58 ter o.p, come unico criterio di valutazione del ravvedimento del detenuto. La Corte considera inoltre questo un problema strutturale dell'ordinamento italiano e chiede che si metta mano alla legislazione in materia".

"Il successo alla Corte EDU è il preludio di quel che deve succedere alla Corte Costituzionale italiana che il 22 ottobre discuterà l'ergastolo ostativo a partire dal caso Cannizzaro, nel quale Nessuno tocchi Caino è stato ammesso come parte interveniente - spiega il segretario Sergio d'Elia -. Il pensiero non può non andare che a Marco Pannella, al suo Spes contra Spem che ci ha animati e nutriti in questi anni, e ai detenuti di Opera protagonisti del docu-film di Ambrogio Crespi "Spes contra Spem - Liberi dentro" che contro ogni speranza sono stati speranza, con ciò liberando oltre che se stessi anche le menti dei giudici di Strasburgo". L'ergastolo nell'ordinamento italiano è regolato dall'articolo 17 e seguenti del codice Penale. L'articolo 22 C.p. dice che "la pena dell'ergastolo è perpetua, ed è scontata in uno degli stabilimenti a ciò destinati, con l'obbligo del lavoro e con l'isolamento notturno".

 

 

 

 

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