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Teatro in carcere: firmato il nuovo protocollo PDF Stampa
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di Teresa Valiani

 

Redattore Sociale, 13 giugno 2019

 

In continua ascesa il numero degli eventi, degli istituti di pena e delle regioni italiane che ogni anno partecipano alla Giornata nazionale. Vito Minoia, presidente del Coordinamento nazionale: "Un lavoro importante che va salvaguardato".

È stato firmato nei giorni scorsi, nella sede del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, il nuovo protocollo d'intesa sulle attività teatrali in carcere tra ministero della Giustizia - Dap, Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, Coordinamento nazionale teatro in carcere e Università degli Studi Roma Tre Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo. Dal monitoraggio effettuato nel corso del 2018 dalla Direzione generale detenuti e trattamento, sono stati registrati nelle carceri italiane 146 laboratori teatrali, mentre presso 70 istituti l'esperienza dei palcoscenici rinchiusi è stata affiancata da altre attività di supporto da parte degli operatori del trattamento.

In 132 casi gli operatori hanno segnalato che l'esperienza del laboratorio teatrale ha inciso positivamente sul "clima" generale dell'Istituto. Mentre resta il segno positivo nel bilancio delle attività messe in scena in occasione della sesta Giornata nazionale del teatro in carcere che quest'anno ha visto nella casa circondariale di Villa Fastiggi, a Pesaro, lo svolgimento della cerimonia inaugurale della 57ma Giornata mondiale del Teatro promossa dall'Iti-Unesco. Sono 103 gli eventi registrati dalla Giornata nazionale, che hanno coinvolto 64 istituti penitenziari (lo scorso anno erano 58) e 16 Regioni italiane, con la partecipazione di altre 66 istituzioni tra università, scuole, Uffici di esecuzione penale esterna, teatri, enti locali.

"Dai dati raccolti - spiega il presidente del Coordinamento nazionale, Vito Minoia - appare evidente che il Teatro in carcere rappresenta una pratica educativo/formativa non tradizionale che aiuta la riscoperta delle capacità e delle sensibilità personali ma anche una modalità di espressione positiva di emozioni negative, aspetto quest'ultimo particolarmente importante nelle situazioni di detenzione, dove i processi emotivi e relazionali risultano fortemente influenzati dalle caratteristiche del contesto". Le iniziative che si sono svolte dal 2015 (data della firma del primo protocollo) ad oggi sono state sostenute anche dal Ministero dei Beni e Attività Culturali (Mibac - Direzione Generale dello Spettacolo dal Vivo), nell'ambito del Progetto Nazionale di Teatro in Carcere "Destini Incrociati".

"Il Coordinamento nazionale teatro in carcere - si legge nel protocollo - ha manifestato il proprio interesse a collaborare, senza alcun onere a carico del Dap e del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, all'attività di studio e ricerca e ha promosso azioni di supporto alle attività teatrali in carcere, negli Istituti per i Minorenni e nell'ambito dei progetti rivolti ai minori e ai giovani adulti dell'area penale esterna, con l'obiettivo di promuovere, sensibilizzare e realizzare interventi di socializzazione di tipo culturale, arricchendo i processi di conoscenza delle persone detenute e di quelle sottoposte ai provvedimenti dell'Autorità giudiziaria minorile nell'ambito della socialità, della formazione, dell'educazione e della cultura".

"Nella continuità del rapporto istituito dal 2013 con il Dap e avviato dal 2014 con l'Università RomaTre e dal 2017 con il Dipartimento della Giustizia minorile e di comunità - conclude Vito Minoia -rilanciamo per i prossimi tre anni un'intesa forte e consapevole: quella degli operatori del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere e dei rappresentanti istituzionali che fortemente credono nella forza emancipativa della cultura per la realizzazione della persona.

Sono sempre più convinto che il teatro, e in particolare il teatro in carcere, costituisca un valore per la democrazia e la libertà delle coscienze degli uomini, a qualsiasi comunità appartengano. Stiamo sviluppando un lavoro importante e necessario che va salvaguardato nei suoi esiti positivi (in Italia sono ormai una ventina le esperienze-guida attive da oltre due decenni con poetiche ed esiti scenici differenziati) e promosso ulteriormente a livello nazionale e internazionale".

Comunicato stampa (teatroaenigma.it)

Ancora uno storico accordo è stato siglato tra il Ministero della Giustizia, rappresentato dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e dal Dipartimento per la giustizia Minorile e di Comunità, il Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere e l'Università Roma Tre. Una cerimonia breve e ricca di significato quella che si è tenuta a Roma il 5 giugno 2019 presso la sede del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria in Largo Luigi Daga 2.

A sottoscrivere lo storico accordo Francesco Basentini - Presidente del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, Gemma Tuccillo - Presidente del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, Vito Minoia - Presidente del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere, Roberto Morozzo Della Rocca - Direttore del Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell'Università degli Studi Roma Tre.

Sulla base dell'intesa già strutturata con un primo accordo sottoscritto nel 2013, poi rinnovato per un secondo triennio nel 2016 e con l'adesione del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità nel 2017, il nuovo documento impegna le istituzioni firmatarie a continuare a promuovere le diverse attività avviate nel tempo (Giornata Nazionale del Teatro in Carcere in concomitanza con la Giornata Mondiale del Teatro, Progetto e Rassegna/Festival Nazionale di teatro in carcere "Destini Incrociati" sostenuto anche dal Ministero dei Beni e Attività Culturali, iniziative di studio, ricerca e formazione, anche a favore del personale penitenziario) e ad approfondire il lavoro di promozione e sviluppo del teatro in carcere a livello nazionale.

Come cita in premessa il Protocollo: "Il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità intendono sostenere e valorizzare le già numerose esperienze teatrali presenti negli istituti penitenziari e proposte ai minori e giovani adulti in carico ai Servizi Minorili, a conferma dello specifico valore - in ambito trattamentale - delle iniziative di natura artistico/espressiva e della pratica teatrale in particolare, che rappresentano un valido e significativo strumento per incentivare la possibilità di conoscere e sperimentare modelli comportamentali alternativi fondati sulla dimensione fisico - emozionale, in grado di valorizzare l'unicità dell' individuo, di promuovere una rimodulazione dei ruoli e una diversa consapevolezza di se stessi e delle proprie emozioni, anche in relazione al gruppo e nei confronti della Comunità esterna, a sostegno di un processo di integrazione sociale e di inserimento lavorativo".

E ancora: "Il Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere ha manifestato il proprio interesse a collaborare, senza alcun onere a carico del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, all'attività di studio e ricerca" - anche in stretta relazione con l'Università degli studi Roma Tre - "ed ha promosso azioni di supporto alle attività teatrali in carcere, presso gli Istituti Penali per i Minorenni e nell'ambito delle progettualità rivolte ai minori e ai giovani adulti dell'area penale esterna, con l'obiettivo di promuovere, sensibilizzare e realizzare interventi di socializzazione di tipo culturale, arricchendo i processi di conoscenza delle persone detenute e di quelle sottoposte ai provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria Minorile nell'ambito della socialità, della formazione, dell'educazione e della cultura".

Il Protocollo si sviluppa in una serie di 6 articoli. I primi 4 prevedono in successione gli impegni che ciascuna parte firmataria fa propri in un ottica di lavoro collegiale. Nell'articolo 5 si ripropongono alcune azioni comuni significative al fine di avviare la massima diffusione dei contenuti del Protocollo unitamente a possibili sperimentazioni da individuare, di favorire e incentivare collaborazioni territoriali, di promuovere percorsi di sensibilizzazione congiunta che coinvolgano anche altre istituzioni, di avviare uno studio/ricerca per la realizzazione di un progetto relativo ad una Scuola di Formazione Professionale di Arti e Mestieri connessi all'ambiente teatrale, considerando le esigenze specifiche dell'utenza adulta e minorile in esecuzione penale esterna.

Il sesto articolo del Protocollo, infine, indica le modalità di gestione e coordinamento dell'Intesa, prevedendo la costituzione di un Comitato paritetico, composto da referenti di tutte le parti firmatarie, che curerà la programmazione di azioni a carattere nazionale e il coordinamento e il monitoraggio di quelle a carattere territoriale previste.

Significative le parole di apprezzamento del Presidente Basentini per l'efficacia delle iniziative intraprese (un monitoraggio effettuato nel corso del 2018 da parte della Direzione Generale Detenuti e Trattamento del DAP ha segnalato come nella quasi totalità dei 146 laboratori attivati, l'esperienza abbia inciso positivamente sul "clima" generale degli istituti penitenziari coinvolti), sia dal Presidente Tuccillo che ha sottolineato come sia ancora più importante l'investimento culturale e formativo sui minorenni.

Il Prof. Morozzo Della Rocca ha confermato l'impegno assunto dalla propria università che si sta altamente specializzando nel seguire le varie iniziative promosse. Il Presidente Minoia, ha sottolineato gli aspetti che hanno consentito negli ultimi anni di ricevere apprezzamenti ed il riconoscimento di "buona pratica" in ambito internazionale per il lavoro del Coordinamento Nazionale di Teatro in Carcere (il 26 marzo scorso le più alte cariche dell'Istituto Internazionale del Teatro dell'UNESCO hanno voluto celebrare in Italia, nella Casa Circondariale di Pesaro, la Giornata Mondiale del Teatro anziché farlo nel proprio quartier generale di Parigi come di consueto). Minoia ha poi annunciato la nascita a novembre 2019 del Network Internazionale di Teatro in Carcere nel corso del XX Convegno internazionale promosso dalle Riviste "CATARSI, Teatri delle diversità" e "CERCARE, carcere anagramma di". Ha poi introdotto una delegazione del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere che ha fornito informazioni sintetiche sulle significative iniziative più recenti e su quelle in cantiere nei prossimi mesi, aggiornando gli alti funzionari presenti, i quali hanno apprezzato ulteriormente il lavoro in essere.

In particolare sono intervenuti: Claudio Collovà - Regista, autore di esperienze di riferimento nell'area penale minorile (con la sua regia è andato in scena il 16 e 17 maggio 2019 al Teatro Biondo di Palermo Il Piccolo Amleto con i ragazzi seguiti dall'USSM e dal Centro di Giustizia Minorile del capoluogo siciliano); Valeria Ottolenghi - Critico teatrale e membro della Direzione artistica della Rassegna nazionale itinerante di teatro in carcere "Destini Incrociati" giunta a dicembre 2018 a Firenze e Lastra a Signa alla sua quinta edizione; Michalis Traitsis - Regista, Direttore artistico del progetto "Passi sospesi" nella Casa di Reclusione femminile della Giudecca a Venezia, che ha rappresentato ad Hainan in Cina a novembre scorso il CNTiC in un convegno di studi per celebrare i 70 anni dell'ITI Unesco; Grazia Isoardi - Regista, Direttrice artistica della Compagnia Voci Erranti nella Casa di Reclusione di Saluzzo/Cuneo, dove si terrà dal 12 al 14 dicembre 2019 la Sesta edizione della Rassegna Nazionale "Destini Incrociati"; Valentina Venturini - docente di Storia del teatro e dello spettacolo all'Università RomaTre, dove sarà ospitata nell'autunno 2020 la Settima edizione di "Destini incrociati" a conclusione di un progetto triennale sostenuto dal Ministero dei Beni e Attività Culturali.

Per il DAP hanno partecipato all'incontro anche la Dott.ssa Immacolata Cecconi -Direttore dell'Ufficio II Trattamento e lavoro penitenziario - Direzione Generale Detenuti e Trattamento e la Dott.ssa Marzia Fratini - Funzionario della Direzione Generale Detenuti e Trattamento.

 

 

 

 

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