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"Ha sparato al ladro dal balcone di casa". Ma il paese scende in piazza per Franco PDF Stampa
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di Niccolò Zancan

 

La Stampa, 12 giugno 2019

 

Circa 2 mila persone hanno partecipato ieri sera alla fiaccolata di solidarietà a sostegno del tabaccaio. L'autopsia smentisce il tabaccaio: nessuna traccia di colluttazione. La vittima forse colpita alle spalle mentre fuggiva. I negozianti di fronte alla tabaccheria hanno appeso lo stesso cartello sulla saracinesca: "Io sto con Franco".

Alle dieci di sera, passa la fiaccolata dove è stato ucciso un uomo. Sono circa duemila persone, e sono tutte qui in solidarietà con chi ha sparato. "Siamo con Franco", hanno scritto nello striscione. Applaudono. "Siamo con te!", gridano. C'è anche Gianluca Gavazza, consigliere regionale della Lega appena eletto in Piemonte: "Ho un ruolo politico, ma partecipo a titolo personale in qualità di commerciante. Penso che esserci sia doveroso. Perché anche io ho subito quattro furti. Ma quando è toccato a me, per fortuna, non ho avuto la possibilità di difendermi, altrimenti chissà cosa avrei fatto. Meno male che non avevo nulla in casa...".

Il tabaccaio Franco Iachi Bonvin, invece, nell'alloggio di famiglia sopra alla tabaccheria, qui sullo stradone al confine con Ivrea, aveva una scacciacani e una pistola Taurus 357 magnum. Quando è scattato l'allarme antifurto alle tre di giovedì notte, ha scelto quella che sparava davvero. "Erano in tre nel mio cortile. Uno stava armeggiando con il piede di porco. Sono sceso sotto, c'è stata una colluttazione. A quel punto ho sparato due colpi".

È stata questa la sua ricostruzione dei fatti, nelle parole scambiate informalmente con i primi poliziotti intervenuti sul posto. Erano lì davanti a un cadavere: sul marciapiede, pochi passi oltre il cancello, c'era il corpo di un ragazzo moldavo di 24 anni. Si chiamava Ion Stavila, era in Italia da pochi giorni. Morto ammazzato, in quanto ladro. Subito tutti avevano chiamato in causa la nuova legge sulla legittima difesa.

E il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che quella legge aveva voluto e fatto approvare, si era prontamente schierato: "Il tabaccaio ha tutta la mia solidarietà". Ma ieri mattina l'autopsia eseguita dal medico legale Roberto Testi ha descritto una scena completamente diversa. Primo: nessuna traccia di colluttazione. Secondo: un solo proiettile ha colpito al cuore Ion Stavila. "C'è un foro sulla spalla sinistra e un altro sul torace laterale destro, è stato colpito da un proiettile perforante", spiega il procuratore capo di Ivrea Giuseppe Ferrando.

La perizia balistica deve stabilire con certezza da dove sia stato esploso quel colpo, ma i primi riscontri fanno pensare che sia partito dall'alto. Dal balcone di casa, cioè. Lì dove il tabaccaio è stato visto anche da alcuni testimoni. E quindi: tre ladri sotto casa, fra la strada e un negozio. E un uomo armato, ancora al riparo, al piano di sopra. Verrebbero così meno tutti i presupposti della legittima difesa. Il primo dei quali è "agire per salvaguardare la propria o altrui incolumità". Il secondo "agire in preda a uno stato di grave turbamento".

"Dai primi accertamenti pare che non ci sia stata alcuna aggressione alla persona", si limita a dire il procuratore Ferrando. In più, i ladri avevano forzato il cancello e scardinato la porta di ingresso laterale di un bar accanto alla tabaccheria. Quel locale è di proprietà di Franco Iachi Bonvin, ma dato in gestione. Cosicché quei 2000 euro della macchinetta cambia gettoni, già caricati sul furgone, non erano nemmeno stati rubati a lui.

Il tabaccaio è chiuso in casa da cinque giorni. Non dice niente. Sta male. Si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il suo avvocato, Sara Lore Lazzaro, spiega: "Sta sempre peggio. È molto provato emotivamente. A nome della famiglia, ringraziamo per questa iniziativa del corteo. Condividiamo il fine: chiedere maggiore controllo del territorio". Ed eccolo, adesso, il corteo. I lumini accesi nella notte. Questo silenzio terribile. Hanno camminato tre chilometri per arrivare davanti alla tabaccheria, fino sotto al balcone: ecco il lungo applauso. Il signor Carlo Cavagnetto: "Sono qui perché è una famiglia che conosco da 45 anni, Franco è un caro amico. Una persona perbene. Mi spiace molto per l'accaduto".

Il sindaco di Ivrea, Stefano Sertoli: "Sono venuto a titolo personale. Conosco personalmente il tabaccaio. Quando ho saputo delle novità dell'inchiesta, sono rimasto sconvolto. Mi è davvero difficile credere che le cose siano andate proprio così". Dove bruciano le fiaccole accese, su un marciapiede che costeggia una siepe di bosso, c'è ancora una macchia scura di sangue. È il sangue sgorgato dal cuore di Ion Stavila, colpito alle spalle mentre scappava.

È riuscito a fare ancora alcuni passi, prima di crollare. Ieri mattina, la sorella è arrivata in pullman dalla Puglia, dove lavora come badante. I poliziotti l'hanno accompagnata alla camera mortuaria dell'istituto di medicina legale di Strambino. Hanno sollevato il lenzuolo. "È mio fratello", ha detto lei con le lacrime negli occhi. E mentre firmava i documenti del riconoscimento, ha aggiunto: "In Moldavia ha una moglie e una bambina di due anni".

 

 

 

 

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