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Bonafede: "Il sovraffollamento? Ci vogliono più carceri, stanziati 13 milioni" PDF Stampa
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Il Giornale, 30 maggio 2019

 

"Il problema dell'affollamento carcerario rientra senza dubbio fra le priorità del ministero della Giustizia. Come ho già più volte esposto, un approccio alla questione, che sia serio e credibile deve puntare anzitutto all'incremento dei posti detentivi, combinato con una accorta politica di espulsione a favore dei Paesi d'origine dei detenuti stranieri, anziché alla comoda scorciatoia dei provvedimenti svuota-carceri, i quali di fatto eludono il problema senza risolverlo".

Lo ha detto ieri il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, al question time alla Camera. E ancora: "La riforma della magistratura onoraria, approvata nei giorni scorsi in Consiglio dei ministri, proceda spedita in sede parlamentare e coerente con gli obiettivi prefissati dal ministero della Giustizia: ritocchi e miglioramenti saranno senz'altro possibili nel corso dell'iter alle Camere".

 

Carceri, stanziamenti per 13 milioni (Ansa)

 

Per le carceri "a fronte dei 4,9 milioni di euro stanziati nel 2016 per il corrente anno, sono previsti stanziamenti per 13 milioni di euro per gli investimenti e di 23,6 milioni per manutenzione ordinaria e riparazioni". Lo ha detto al question time il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.

Nell'interrogazione presentata dal Pd, il deputato Bazoli ha sottolineato che sono presenti nelle carceri italiane 60.512 detenuti a fronte di una capienza di 46.904 posti regolamentari, con un aumento di 3mila unità solo nell'ultimo anno; e ci sono stati 10.300 atti di autolesionismo nel 2018 con un aumento di oltre il 10% sull'anno precedente, e 64 suicidi contro i 50 del 2017.

Il sovraffollamento carcerario, ha detto Bonafede, va affrontato "puntando all'incremento dei posti detentivi, combinato con un'accorta politica di espulsione a favore dei paesi di origine dei detenuti stranieri anziché con i provvedimenti svuota-carcere.

In questo binario si incanala il progetto di edilizia penitenziaria del governo attraverso il decreto semplificazione che ha conferito al Dipartimento amministrazione penitenziaria la possibilità di individuare immobili nella disponibilità dello Stato per riconvertirli in strutture carcerarie.

È stata avviata una collaborazione con il ministero della Difesa e il Demanio per reperire caserme da convertire in penitenziari. Ci sono poi molti interventi in atto come il completamento di tre padiglioni da 200 posti ciascuno a Parma, Lecce e Trani, la realizzazione in corso di due padiglioni detentivi da 200 posti presso le carceri di Sulmona e Taranto e interventi di ammodernamento in molte strutture tra cui Poggioreale, Secondigliano, Aversa, Palmi, Augusta, Trapani, Ragusa, Catania Piazza Lanza".

 

Un altro spot del Governo: "In arrivo i fondi per i lavori" (Metropolis)

 

Per le carceri "a fronte dei 4,9 milioni di euro stanziati nel 2016 per il corrente anno, sono previsti stanziamenti per 13 milioni di euro per gli investimenti e di 23,6 milioni per manutenzione ordinaria e riparazioni". Lo ha detto al question time il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.

Nell'interrogazione presentata dal Partito Democratico, il deputato Bazoli ha sottolineato che sono presenti nelle carceri italiane 60.512 detenuti a fronte di una capienza di 46.904 posti regolamentari, con un aumento di 3.000 unità solo nell'ultimo anno; e ci sono stati 10.300 atti di autolesionismo nel 2018 con un aumento di oltre il 10% sull'anno precedente, e 64 suicidi contro i 50 del 2017. Il sovraffollamento carcerario, ha detto Bonafede, va affrontato "puntando all'incremento dei posti detentivi, combinato con un'accorta politica di espulsione a favore dei paesi di origine dei detenuti stranieri anziché con i provvedimenti svuota-carceri.

In questo binario si incanala il progetto di edilizia penitenziaria del governo attraverso il decreto semplificazione che ha conferito al Dipartimento amministrazione penitenziaria la possibilità di individuare immobili nella disponibilità dello Stato per riconvertirli in strutture carcerarie.

È stata avviata una collaborazione con il ministero della Difesa e il Demanio per reperire caserme da convertire in penitenziari. Ci sono poi molti interventi in atto come il completamento di tre padiglioni da 200 posti ciascuno a Parma, Lecce e Trani, la realizzazione in corso di due padiglioni detentivi da 200 posti presso le carceri di Sulmona e Taranto e interventi di ammodernamento in molte strutture tra cui Poggioreale, Secondigliano, Aversa, Palmi, Augusta, Trapani, Ragusa, Catania Piazza Lanza". Di progetti di riqualificazione dei penitenziari si è spesso parlato nel corso di questi anni ma alla fine poco è cambiato. E intanto dietro le sbarre - come ribadito dai recenti dossier - si continua a morire.

 

 

 

 

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