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Salvini: "Abolire l'abuso di ufficio". Scontro Lega-M5s PDF Stampa
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di Barbara Fiammeri e Manuela Perrone

 

Il Sole 24 Ore, 24 maggio 2019

 

L'ultimo duello è sull'abuso d'ufficio, il reato che più colpisce sindaci e amministratori pubblici. Matteo Salvini torna alla carica sin dal mattino. A chi gli chiede se vada cancellato risponde lapidario: "Assolutamente sì. Bisogna togliere burocrazia, aprire cantieri". Davanti alla dura reazione di Luigi Di Maio ("Più lavoro e meno str..."), il leader della Lega si fa scudo con le posizioni espresse in passato tanto dal premier Giuseppe Conte quanto dal presidente Anac, Raffaele Cantone.

Nell'ultimo libro di Bruno Vespa, il premier aveva anticipato che il Governo "è pronto a riformare il Codice degli appalti e a valutare la riforma dell'abuso d'ufficio dopo aver potenziato le norme anticorruzione". Una riforma da studiare assieme alle Procure in un tavolo ad hoc (si veda l'articolo accanto). Sulla stessa linea anche Cantone, che precisa: "Sono assolutamente contrario all'abolizione del reato, ma come ho già detto un anno fa, c'è lo spazio per pensare a una modifica". Il numero uno dell'Anac ricorda che "c'è una quantità enorme di provvedimenti che non arrivano a condanna, che non arrivano a sentenza, per cui è evidente che qualcosa sulla norma non funziona".

Il vicepremier della Lega poi chiarisce. Non parla più di abolizione ma di "modifica" perché bisogna punire "i veri colpevoli ma lasciare lavorare serenamente cittadini e funzionari pubblici". Di Maio ne approfitta subito: "Mi fa piacere che Salvini abbia fatto marcia indietro. C'è una bella differenza tra abolire e modificare". Ed è questa la linea del M5S e del premier.

Anche questa partita è rinviata a dopo le europee di domenica. Ma intanto il vicepremier M5S continua a lanciare bordate su quello che ritiene il nervo scoperto della Lega: la giustizia. E attacca: "È forse un modo per chiedere il voto ai condannati o per salvare qualche amico governatore? Torniamo alle leggi ad partitum?". Il riferimento è al presidente della Lombardia Attilio Fontana, indagato proprio per abuso d'ufficio.

Salvini non vuole rimanere confinato nel ring costruito dal suo alleato-rivale e sposta il tiro, rilanciando la flat tax: "Se la Lega sarà il primo partito, sarà la priorità". Un avvertimento al M5S, che va al di là della tassa piatta e lascia intravedere la volontà di invertire i rapporti di forza e di dettare l'agenda di Governo. La carne al fuoco è parecchia. Subito dopo le urne ci saranno da decidere gli emendamenti al Dl sblocca cantieri, dalle opere da commissariare alle modifiche chieste proprio per alleggerire i pubblici amministratori dal rischio di danni erariali. Il dossier si intreccia con il destino della Tav, che la Lega chiede di commissariare per accelerare i lavori. Ma anche sul decreto crescita non mancano gli attriti. Senza contare i Dl appena annunciati, sicurezza bis e famiglia, su cui al di là dei dubbi del Quirinale e dei problemi di copertura non c'è intesa tra i soci di Governo.

Soltanto da lunedì, una volta svelata l'ampiezza della forbice tra i due partiti di maggioranza, si comincerà a capire se la durezza dello scontro è destinata ad ammorbidirsi. Oppure se al contrario prevarrà la volontà di rottura. Che continua a serpeggiare nella Lega, come dimostrano le recenti dichiarazioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti. "Io penso che stiano giocando al poliziotto buono e a quello cattivo", commenta Di Maio: "Mentre Salvini dice "per me il Governo deve andare avanti", Giorgetti dice "buttiamo giù tutto"". L'ipotesi più accreditata è un rimpasto, che potrebbe portare a un Conte bis. Ma Di Maio dà voce a un sospetto: "Non escludo che la Lega voglia sfiduciare il premier". Una via ritenuta impraticabile dal M5S, comunque vadano le elezioni. E su questo i pentastellati sono convinti di avere il sostegno del capo dello Stato Sergio Mattarella.

Oggi Conte vedrà a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk: in ballo la complessa partita delle nomine dei top job ai vertici delle istituzioni europee, su cui l'Italia vuole dire la sua. I due vice invece chiuderanno la campagna elettorale, dopo la maratona di interviste in radio e Tv. Di Maio ha scelto piazza della Bocca della Verità a Roma, Salvini invece sarà a Castel San Giovanni (Piacenza). Per la Lega le amministrative di domenica saranno anche il test per mettere nel mirino le Regioni "rosse": in autunno andranno alle urne Emilia, Calabria e Umbria. Poi toccherà alla Toscana.

 

 

 

 

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