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Scatta la prescrizione se sulla recidiva manca la valutazione dei precedenti PDF Stampa
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di Giovanni Negri

 

Il Sole 24 Ore, 16 maggio 2019

 

Effetto recidiva sterilizzato per la prescrizione. Ogni volta che il giudice valorizza i precedenti penali dell'imputato per negargli le attenuanti generiche questo non ha come conseguenza automatica anche il riconoscimento dell'aggravante della recidiva, con il successivo aumento di pena da valutare anche ai fini del maturare della prescrizione.

Lo chiariscono le Sezioni unite con la sentenza n. 20808 depositata ieri. Per le Sezioni unite infatti è fondato su "premesse non condivisibili" il ragionamento opposto perché impoverisce il giudizio sulla recidiva, finendo per ridurlo alla constatazione dell'esistenza di precedenti penali "che, accidentalmente, in forza del reclutamento di mere formule di stile, possono anche risultare correlati retoricamente ad una maggiore colpevolezza per il fatto e ad una maggiore pericolosità sociale del reo, ma senza che il linguaggio possa fare velo all'assenza di una reale indagine al riguardo".

Perché quest'ultima è invece, sottolinea la pronuncia, necessaria. Il giudizio in materia di recidiva e il peso da dare ai precedenti penali è infatti diverso rispetto a quanto previsto in materia di riconoscimento delle attenuanti: può accadere allora che i diversi giudizi, quello sul (negato) riconoscimento delle attenuanti generiche e quello (positivo) sul riconoscimento della recidiva, non abbiano una base di fatto coincidente. I precedenti, nella valutazione sulla recidiva, hanno un perimetro più limitato. Le Sezioni unite ricordano che costituiscono precedenti penali valutabili per la recidiva solamente le condanne definitive e solo quelle che sono diventate tali prima della commissione del nuovo reato; nel giudizio sulle attenuanti, il rilievo dato ai precedenti serve invece al giudice per negare la meritevolezza dell'attenuazione della pena.

Del resto, afferma ancora la sentenza, la irriducibilità della recidiva alla presenza di precedenti penali rappresenta uno degli elementi della giurisprudenza costituzionale successiva all'entrata in vigore della legge ex Cirielli (la n. 251 del 20025, con interventi, tra l'altro, su recidiva appunto e prescrizione). La Consulta cioè ha sottolineato più volte la necessità che il giudice, prima di affermare la recidiva, ne accerti i due requisiti costitutivi, verificando non solo l'esistenza del presupposto formale costituito dalla condanna precedente, ma anche quello sostanziale rappresentato dalla maggiore colpevolezza e dalla più elevata capacità a delinquere. Nel caso approdato davanti alle Sezioni unite, l'esistenza di precedenti aveva avuto come effetto il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, ma nulla era stato specificamente detto in materia di recidiva. Infatti di questa non c'era traccia nella determinazione della pena inflitta, che, infatti, non era stata aumentata. Le Sezioni unite, allora, non possono che annullare senza rinvio per il maturare della prescrizione dei reati contestati.

 

 

 

 

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