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Empoli (Fi): morto durante un controllo di polizia "aveva mani e piedi legati" PDF Stampa
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di Marco Gasperetti

 

Corriere della Sera, 19 gennaio 2019

 

L'uomo, un tunisino di 31 anni, era entrato in un money transfer di Empoli, in Toscana. Dato aveva dato in escandescenze era intervenuta la polizia che lo aveva ammanettato. Poi l'attacco cardiaco. Il post di Salvini: "Il mio sostegno ai due poliziotti". È morto per un arresto cardiaco con le manette ai polsi e le gambe legate con una piccola corda.

Arafat Arfawi, 31 anni, origini tunisine ma cittadino italiano, sposato con una donna toscana dalla quale si era separato, era stato bloccato nel tardo pomeriggio di giovedì al Taj Mahal, un negozio etnico e di spezie di Empoli che è anche un money transfert dove era entrato con in mano venti euro. "Voglio mandare questi soldi ai miei familiari in Tunisia", aveva detto al proprietario dell'esercizio, che però, sospettando che la banconota fosse falsa, aveva rifiutato l'operazione. A quel punto l'uomo era andato in escandescenze pare tentando di aggredire il proprietario e tentando di danneggiare il negozio.

L'intervento - Il titolare dell'esercizio aveva chiamato il 113 che a sua volta aveva avvertito un'ambulanza del 118. Quando gli agenti sono attivati, Arfawi era in strada. Poi è entrato di nuovo nel negozio ed è stato immobilizzato. Ed è qui che è stato colpito da una crisi cardiaca. Era a terra, scalciava e oltre alle manette gli agenti gli avevano immobilizzato le gambe con una corda. È morto poco dopo le 20 mentre medici e infermieri dell'ambulanza tentavano di salvarlo con massaggio cardiaco e respirazione assistita. Più tardi arriva un post di solidarietà agli agenti da parte del viceministro Matteo Salvini: "Tutto il mio sostegno ai poliziotti che, aggrediti e morsicati, hanno fatto solo il loro lavoro: per fermare un violento ed evitare altri danni si usano le manette, non le margherite".

Inchiesta - Sull'episodio la procura di Firenze (le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Christine Von Borries) ha aperto un'inchiesta e non si escludono a breve avvisi di garanzia. Il magistrato vuole capire se il tunisino sia stato soccorso quando ha accusato il malore e se manette e corda hanno avuto conseguenze sulle operazioni di rianimazione effettuate da un medico del 118. Un caso che, se pur con dinamiche diverse, ricorda quello di Riccardo Magherini, l'ex calciatore delle giovanili della Fiorentina morto di un attacco cardiaco a Firenze durante un fermo dei carabinieri che lo avevano bloccato a terra. Sembra che Arafat Arfawi soffrisse da tempo di problemi di comportamento. Dopo le nozze aveva vissuto a Montelupo Fiorentino e a Empoli per poi trasferirsi a Livorno dove pare fosse stato al centro di qualche problema legato al suo carattere instabile. Nel porto toscano lavorava saltuariamente sulle banchine come scaricatore.

 

 

 

 

 

 

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