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Giustizia: caso Battisti; dopo la mancata estradizione continua la battaglia giudiziaria PDF Stampa
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Ansa, 4 gennaio 2011

 

Oggi, al sit-in piazza Navona, per chiedere l’estradizione dal Brasile di Cesare Battisti partirà una petizione in cui si chiederà al Parlamento europeo di tutelare i principi di giustizia e di memoria delle vittime di Cesare Battisti.

“L’europarlamentare Marco Scurria ha già dato la sua disponibilità a raccogliere altre adesioni di colleghi e a consegnarla nella mani del Presidente del Parlamento europeo, Jerzy Buzek”: è quanto annunciano gli organizzatori del sit-in autorizzato dalla Questura di Roma Lorenzo Loiacono e Riccardo Corsetto, rispettivamente coordinatore romano e responsabile giovanile del “Movimento per l’Italia con Daniela Santanché”, in una nota congiunta con Fabio Sabbatani Schiuma, coordinatore regionale e componente dell’esecutivo romano del Pdl.
“Il Brasile - continua la nota - ha effettivamente violato il trattato con l’Italia, negando l’estradizione di un cittadino condannato per omicidio, facendo su ipotetiche persecuzioni cui potrebbe andare incontro, se rimpatriato, chi è stato condannato per reati politici e più in generale se vi è fondato motivo di ritenere che la persona richiesta verrà sottoposta a pene o trattamenti che comunque configurano violazione dei diritti fondamentali: tali argomentazioni offendono i principi di giustizia e l’Italia intera con il suo sistema democratico”.

 

La richiesta dell’Avvocato dell’Italia

 

L’avvocato che rappresenta il governo italiano nel processo di estradizione di Cesare Battisti, Nabor Bulhoes, ha depositato intorno alle 16.30 di oggi una richiesta per il ricorso contro la richiesta di scarcerazione presentata ieri alla Corte Suprema (Supremo Tribunal Federal, Stf) da parte degli avvocati che difendono l’ex membro dei Pac (Proletari armati per il comunismo). I legali dell’ex terrorista, hanno riportato gli organi di informazione brasiliani, chiedono l’immediata liberazione del cliente. La difesa di Battisti ha argomentato che l’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva (Pt) ha deciso il 31 dicembre, nell’ultimo giorno del suo mandato, di negare l’estradizione dell’ex attivista in Italia. La documentazione del rilascio, a parere degli avvocati, potrebbe essere immediatamente prodotta dal presidente della Corte Suprema Federale del Brasile, Cezar Peluso, che è in servizio in tribunale.
Ma l’avvocato del governo italiano sosterrà che soltanto la plenaria della Corte Suprema, che si riunirà a febbraio, possiede l’autorità di concedere tutte le autorizzazioni necessarie a un eventuale rilascio. Secondo Bulhoes, la plenaria della Corte, nel decidere l’anno scorso a favore della sua estradizione, ha contestualmente deciso di mantenerlo in carcere. Pertanto, per annullare questa detenzione, sarebbe competente esclusivamente questo organismo.

 

Non c’è un accordo di estradizione fra Brasile e Ue

 

Il caso Battisti è di natura bilaterale, e non c’è margine per un’iniziativa a livello comunitario per convincere le autorità brasiliane a estradare l’ex terrorista dei Proletari armati per il Comunismo (Pac), condannato in Italia all’ergastolo per aver partecipato a diversi omicidi. È quanto ha affermato, in sostanza, oggi a Bruxelles, un portavoce della Commissione europea, parlando a nome dell’Alto rappresentante per la Politica estera comune, Catherine Ashton.
“Si tratta - ha detto il portavoce, Michael Mann, rispondendo a un cronista durante il ‘briefing’ quotidiano della Commissione - di una questione bilaterale fra Brasile e Italia, quindi non di competenza dell’Ue. Spetta a Brasile e Italia decidere”. Più tardi, a margine del briefing, il portavoce ha spiegato che “non ci sono accordi di estradizione fra il Brasile e l’Ue, e quindi l’Ue non ha la competenza per intervenire”. Il portavoce (che sostituisce temporaneamente la collega titolare, ancora in vacanza) ha detto anche di non essere al corrente di alcuna iniziativa dell’Italia per sollecitare la solidarietà degli altri Stati membri e far salire al livello europeo la pressione sulle autorità brasiliane.

 

 

 

 

 

 

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