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Castelfranco Emilia (Mo): Sappe; hascisc nella Casa di lavoro, servono unità cinofile PDF Stampa
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Dire, 2 dicembre 2010

 

“Nei giorni scorsi il personale del reparto di Polizia penitenziaria della casa di lavoro di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena, ha sequestrato, a un internato che rientrava dalla licenza, un involucro contenente circa sei grammi di sostanza stupefacente, presumibilmente hascisc, pronti per essere spacciati ed usati all’interno della struttura penitenziaria. L’involucro era stato occultato dalla persona all’interno del retto”.
A rendere noto l’episodio, in una nota, è il segretario aggiunto del Sappe, Giovanni Battista Durante. Non è certo la prima volta che si verifica un tentativo di questi tipo, ricorda Durante, anzi il sistema di nascondere droga o altri oggetti all’interno del proprio corpo “è uno dei modi più diffusi e di difficile individuazione attraverso il quale i detenuti tentano di far entrare in carcere sostanze e oggetti non consentiti” dice Durante (che ricorda come tempo fa un detenuto a Bologna fu trovato con un cellulare nascosto nel retto).
Per correre ai ripari, chiede il segretario del Sappe, occorre utilizzare le unità cinofile anche nelle carceri della regione. “Sarebbe opportuno dotare al più presto il personale di Polizia penitenziaria degli strumenti necessari per far fronte a questi problemi - afferma Durante - è necessario costituire al più presto le unità cinofile per il contrasto alla droga, nelle regioni come l’Emilia - Romagna, dove ancora non sono state costituite, così come sarebbe opportuno l’uso di rilevatori di telefoni cellulari”. In tutto questo, il sovraffollamento e la carenza di guardie carcerarie non fanno che peggiorare la situazione. Nella casa lavoro di Saliceta, scrive Durante, i posti sarebbero 38, ma c’è un sovraffollamento superiore al 200%.
A Saliceta, dice infatti Durante, “ci sono 85 internati, dei quali 10 sono in licenza, e 14 detenuti a custodia attenuata che fanno parte del programma di recupero per tossicodipendenti”, quando “i posti previsti sono solo 38”. A causa di questo sovraffollamento, “superiore al 200% - prosuegue il segretario aggiunto del Sappe - una parte degli internati sono ristretti nella sezione riservata ai detenuti a custodia attenuata” e questo “crea gravi problemi di organizzazione e gestione della struttura”. Infine c’è l’annoso problema della carenza di personale: “Per un organico previsto di 59 agenti ce ne sono solo 39” conclude Durante.

 

 

 

 

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