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Giustizia: Legnini (Csm) "si intravede un disegno per un ssitema giudiziario più efficiente" PDF Stampa
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Il Sole 24 Ore, 27 settembre 2015

 

L'ispezione a Palermo del vice presidente del Consiglio superiore della magistratura Giovanni Legnini "ha permesso di raccogliere materiale inquietante". A dirlo è lo stesso vice presidente del Csm, presente ieri a Rimini alla giornata conclusiva dell'undicesima conferenza di Cassa forense.

L'indagine vede coinvolta Silvana Saguto, ex presidente della sezione misure di prevenzione sui beni confiscati alla mafia, con altri quattro magistrati e alcuni professionisti. Legnini, davanti alla platea del Palacongressi riminese, è stato intervistato su diversi temi, in primis la riforma della giustizia.

"Il legislatore negli ultimi 20 anni non ha avuto una visione organica della giustizia - afferma - in questo momento storico questa strategia di riforma organica c'è, gli interventi sono sì settoriali e alcuni sono pendenti, si comincia però a vedere un disegno per una giustizia più efficiente". Sulle criticità rileva che "gli strumenti non sono adeguati, un caso è il processo digitale, sono state fatte 3mila assunzioni ma la copertura necessaria è di 9mila".

E sulla riforma del processo penale, in merito alle intercettazioni, commenta così: "Questo disegno di legge non limita il ricorso alle intercettazioni, anzi, in alcuni casi come per i reati contro la pubblica amministrazione l'uso viene rafforzato.

Inoltre tutela il diritto alla riservatezza; un aspetto critico- prosegue - è invece una delega troppo ampia al Governo". Legnini, che è avvocato e iscritto a Cassa forense, ha apprezzato il lavoro svolto da Nunzio Luciano e dal suo team: "Una Cassa di previdenza si gestisce così, con conti a posto, in equilibrio, immaginando investimenti nell'economia reale, facendo investimenti mirati e non rischiosi e incrociando il disagio di larghe fasce dell'avvocatura italiana". Non poteva poi mancare un riferimento alla relazione, spesso conflittuale, tra avvocati e magistrati: "Sto lavorando per affinare strumenti che migliorino le relazioni" racconta Legnini, senza però entrare nel dettaglio.

Questo tema è emerso in diverse sessioni della conferenza, in merito al processo telematico, per esempio dove la collaborazione tra le due anime della giustizia è stata determinante per il buon funzionamento della nuova procedura. Ma non è tutto, come ricorda Valter Militi, vice presidente di Cassa forense: "Una novità importante è la nomina di un avvocato nel ruolo di vice capo dell'ufficio legislativo anticipata dal Guardasigilli Orlando giovedì da questo palco; fino adora i ruoli apicali del dicastero di Via Arenula sono stati affidati a magistrati che, come è ovvio, portano avanti la loro esperienza, ma i soggetti della giustizia sono due e quando uno dei due manca l'assetto è per forza sbilanciato".

 

 

 

 

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