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Televisione: “Prison Contraband”, stasera su Sky un reportage dalle prigioni americane PDF Stampa
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Il Velino, 30 novembre 2010

 

Con “Prison Contraband”, il reportage Vanguard Internazionale in onda stasera alle ore 21.10 su Current (canale 130 Sky), si entra nelle celle di un carcere californiano, le stesse che si trovano a Guantanamo, le stesse in cui - per qualche giorno - sono finite anche Paris Hilton e Linsay Lohan.
Una società italiana ne ha comprato il brevetto e sta provando, con qualche modifica, a venderle anche in Italia. Nel caso del modello americano si tratta di una stanza con finestre serrate, con la brandina agganciata al muro e un materasso di pochi centimetri. La porta in ferro è scorrevole, con una feritoia per vedere sempre all’interno. Uno spazio angusto, non più di 5 metri quadrati. Il bagno è in acciaio nello stesso ambiente dove si dorme. Sembra impossibile che dentro a una cella di questo tipo si possa nascondere dell’altro e invece, come mostra il reportage Vanguard, uno dei problemi più diffusi nelle carceri americane è proprio quello del contrabbando di droghe, armi, coltelli artigianali e soprattutto di telefoni cellulari.
Solo nel 2009 nelle carceri dello Stato della California, tra cui la prigione dove è stato girato il Vanguard, sono stati trovati 4.130 telefoni cellulari detenuti illegalmente. Questi apparecchi mobili vengono usati non solo per parlare con i propri cari fuori dal carcere ma soprattutto per delinquere. Nei rari casi in cui le telefonate dei carcerati sono state intercettate si è provato che vengono utilizzati per fare acquisti con carte di credito rubate, dirigere affari loschi e organizzare fughe e rivolte.
Le immagini del Vanguard mostrano come i telefoni cellulari entrano all’interno delle prigioni e come vengono nascosti, con la complicità dei visitatori e dei secondini. I metodi sono i più disparati ma, a quanto pare, molti sono noti. Ciononostante il problema sussiste. È anche per questo che nel 2008, un senatore dello Stato della California ha depositato una proposta di legge per aumentare i controlli, anche tramite dei metal detector, sui soggetti che entrano in contatto con i detenuti. Questa legge, nonostante abbia trovato il favore della pubblica opinione e degli esperti, per ora, è stata accantonata per mancanza di fondi. E per il momento i cellulari rimangono la principale minaccia alla sicurezza nelle carceri.

 

 

 

 

 

 

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