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Brasile: la rivista “Istoe” rivela; il presidente Lula ha deciso di graziare Cesare Battisti PDF Stampa
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Asca, 30 novembre 2010

 

È arrivata l’ora delle decisioni su Cesare Battisti, l’ex terrorista rosso che deve scontare 4 ergastoli in Italia. Confermando ipotesi già circolate, il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva starebbe per annunciare la “non estradizione in Italia”.
Ad affermarlo è la rivista “Istoe” secondo cui l’ex militante dei Pac (Proletari Armati per il Comunismo) potrebbe uscire dal penitenziario della Papuda a Brasilia, per il suo 56mo compleanno, il 18 dicembre. Ad accoglierlo fuori del carcere con amici e simpatizzanti, ci sarà anche una bella mulatta 25enne.
“È difficile proiettarmi fuori dalle sbarre, dopo tanto tempo in prigione: tento di controllare il nervosismo e l’ansia prendendo calmanti”, ha fatto sapere Battisti alla rivista tramite la fidanzata, Joice Lima, che stava con lui già prima dell’arresto nel 2007 avvenuto a Rio de Janeiro. Joice l’ha visitato in prigione il 24 novembre. Se Lula lo liberarerà, andranno a vivere a San Paolo in”una casa grande” dove potrà ospitare i fratelli Vincenzo, Domenico, Assunta e Rita, che stanno in Italia, e le due figlie Valentina e Charlene che vivono a Parigi.
L’eventuale grazia che Lula concederebbe prima del passaggio di consegne alla nuova presidentessa Dilma Rousseff, sarebbe uno schiaffo al governo italiano che ha fatto forti pressioni per ottenere la consegna dell’ex terrorista. Nell’ultimo incontro tra Lula e Berlusconi, lo scorso giugno, durante un viaggio del premier italiano in Brasile, ufficialmente del caso Battisti non si è parlato forse per evitare imbarazzo e ulteriori polemioche dato l’orientamento di Lula favorevole a scarcerarlo.
Battisti, “arruolato” nel terrorismo rosso mentre scontava in carcere condanne per delle rapine, è stato poi condannato quale autore di quattro “esecuzioni proletarie”: quelle del maresciallo della polizia penitenziaria Antonio Santoro (1978) a Udine, del macellaio Lino Sabbadin di Santa Maria di Sala (1979) ucciso perché aveva resistito a una rapina, del gioielliere milanese Pierluigi Torregiani e dell’agente della Digos Andrea Campagna.

 

 

 

 

 

 

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