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Nuove specializzazioni al via dal 14 novembre PDF Stampa
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di Marina Castellaneta e Patrizia Maciocchi

 

Il Sole 24 Ore, 16 settembre 2015

 

Dm Giustizia 12 agosto 2015, n. 144.

Sarà operativo dal 14 novembre il nuovo regolamento sulle specializzazioni degli avvocati. Ieri sono infatti approdate in Gazzetta (n.214) le nuove regole che dovrà seguire il legale che vuole fregiarsi del titolo di specialista o lo vuole mantenere. Diciotto le aree di specializzazione dal diritto di famiglia, alla proprietà, dal diritto industriale a quello fallimentare fino al diritto dell'Unione europea. L'avvocato però dovrà circoscrivere la sua scelta a due settori da indicare al consiglio dell'Ordine di appartenenza. La domanda per essere iscritto negli elenchi, tenuti dai Consigli e accessibili on line, è riservata a chi ha frequentato, con esito positivo negli ultimi cinque anni i corsi. Ma non basta. La strada della specializzazione è preclusa a chi è stato "punito", nei tre anni precedenti la domanda, con una sanzione disciplinare diventata definitiva, diversa dall'avvertimento o ha subìto due anni prima la revoca del titolo.

Il compito di formare i nuovi specialisti è affidato alle Università legalmente riconosciute che nei Dipartimenti di giurisprudenza metteranno a punto i percorsi da sottoporre, per una valutazione di conformità, al ministero della Giustizia. Sarà una commissione permanente, composta da sei esperti, due magistrati nominati da via Arenula, due avvocati scelti dal Cnf, e due professori universitari selezionati dal Miur ad elaborare, con occhi attenti alle best practies, i programmi per formare gli avvocati Doc.

Al Consiglio nazionale forense è concessa l'opportunità di di stipulare le convenzioni con gli Atenei d'intesa con le associazioni specialistiche più rappresentative. Accordi che prevedono l'istituzione di un comitato scientifico misto per individuare programmi dettagliati con docenti scelti solo tra professori universitari di ruolo o avvocati di comprovata esperienza e abilitati al patricinio nelle corti superiori.

Via libera anche alle lezioni telematiche a distanza ma con la garanzia di un tutor nella sede esterna, utile anche a rilevare le presenze. Un sistema udi-visivo consentirà l'interazione tra "allievi" e docenti. La durata dei corsi deve essere almeno di due anni e non inferiore alle 200 ore, con una didattica "frontale" che non può scendere sotto le cento ore di lezione, mentre l'obbligo di frequenza è fissato nella misura minima dell'80 per cento dell'intera durata.

Per gli aspiranti specialisti gli esami non finiscono mai: per raggiungere il titolo sarà necessario superare almeno una prova, scritta e orale, al termine di ogni anno. A giudicare la preparazione del candidato sarà una commissione nominata dal Comitato scientifico e composta, per almeno due terzi, da membri esterni al corso. Previsto anche un riconoscimento d'ufficio per i professionisti che siano iscritti, ininterrottamente all'albo, da almeno otto anni. Il regolamento premia anche la pratica: nessuna trafila neppure per il professionista che è in grado di provare, documentazione alla mano, di avere esercitato per cinque anni in prevalenza proprio nel settore prescelto. Per finire, nella disposizione transitoria è previsto un titolo, da "consegnare" però solo dopo una prova orale e scritta, anche a chi, nei cinque anni precedenti l'entrata in vigore del regolamento ha conseguito l'attestato di frequenza, almeno biennale, di un corso di alta formazione specialistica organizzato da Cnf o dalle associazioni maggiormente rappresentative. Conseguito il titolo lo specialista dovrà dimostrare, ogni tre anni, di avere rispettato gli obblighi di formazione permanente e di aver conseguito almeno 75 crediti nel biennio e comunque non meno di 25 per ogni anno.

L'alternativa è provare di aver svolto sul campo l'attività specialistica nei tre anni canonici trattando almeno 15 incarichi fiduciari. E siccome dal regolamento non devono derivare oneri a carico dello Stato, i corsi li pagano i partecipanti, in base a quote determinate dal comitato di gestione d'intesa con quello scientifico. Nella Gazzetta di eri, ancora un Regolamento destinato ai legali (decreto 143/2015) quello relativo alle forme di pubblicità dell'esame di Stato utile per l'abilitazione. Il decreto con il quale vengono indette le prove sarà pubblicato in Gazzetta almeno 90 giorni prima degli scritti. Il testo sarà inserito nei siti del ministero della Giustizia e del Cnf entro 10 giorni dalla pubblicazione.

 

 

 

 

 

 

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