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Sanremo: detenuto con problemi psichiatrici tenta suicidio tagliandosi le vene lo salvano gli agenti PDF Stampa
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Sanremo News, 25 novembre 2010

 

Un detenuto, di 49 anni, Nicolino Corsaro, condannato inizialmente all’ergastolo (con pena, poi, diminuita a 30 anni), per l’omicidio della moglie - Carmelina Gagliardi, di 49 anni, freddata con due colpi di fucile, il 14 dicembre del 2007, in frazione Calvo, a Ventimiglia - ha tentato di suicidarsi tagliandosi le vene dei polsi, con una lametta da barba, ma è stato salvato da un agente della polizia penitenziaria. È accaduto, ieri, in carcere a Sanremo. A darne notizia è il segretario regionale della Uil Penitenziari Liguria, Filippo Federico.
“Dopo l’insano gesto, per non essere scoperto si era infilato nel proprio letto - è scritto in una nota del sindacato. Tentativo risultato vano, considerato che il personale di Polizia Penitenziaria accortosi dell’accaduto è prontamente intervenuto salvandogli la vita”.
Federico comunica anche un altro gesto di autolesionismo, sempre in carcere a Sanremo, da parte di un detenuto di origine tunisina, che si è procurato diversi tagli su tutto il corpo. “Il predetto detenuto - prosegue la nota con riferimento a Corsaro - affetto da problemi psichiatrici, è detenuto per omicidio ed altro e in passato si era reso protagonista di brutali aggressioni in danno del personale penitenziario. A un ispettore aveva procurato gravi lesioni gettandogli sul viso olio bollente. Il detenuto aveva da poco fatto rientro da un periodo di osservazione da un ospedale psichiatrico giudiziario. È evidente che dovrebbe essere destinato a strutture psichiatriche e non essere detenuto in un istituto comune. Auspichiamo che quanto prima l’Amministrazione Penitenziaria possa destinarlo ad idonea struttura”.
Questi eventi critici, secondo al Uil Pa Penitenziari, incidono fortemente sullo stato d’animo del personale di polizia penitenziaria, già ampiamente messo a dura prova dai gravi tentativi di aggressioni accaduti nella sezione collaboratori di giustizia “Nonostante questi atti di violenza - sottolinea il Vice Segretario regionale della Uil Penitenziari - la Direzione di Sanremo, il Provveditorato Regionale e il Dap perpetrano un incomprensibile immobilismo e non prendono i necessari provvedimenti cautelativi a tutela del personale. L’istituto ospita circa 360 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 250 detenuti . L’organico della polizia penitenziaria deficita di circa 25 unità, senza contrae coloro che sono in pre-quiescenza. Così come non possiamo - conclude Federico - non rilanciare l’allarme sullo stato dei mezzi destinati al servizio traduzioni. Mezzi obsoleti, pericolosi, usurati”.

 

 

 

 

 

 

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