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Lettere: è giusto dare permessi-premio a Luigi Chiatti? PDF Stampa
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di Luciano Paolucci (padre di uno dei due bambini uccisi da Chiatti)

 

Oggi, 24 novembre 2010

 

Se c’è la certezza che Luigi Chiatti sia guarito e non sia più pericoloso, io non ho nulla in contrario che torni in libertà. Il sentimento della vendetta non mi appartiene. Anzi io lo vorrei aiutare e sono pronto a incontrarlo per dirgli che la vita ha un senso che lui purtroppo non ha conosciuto, ma che poi comunque ci aspetta la Resurrezione.

Chiatti dalla vita ha avuto solo dolore e maltrattamenti. Nessuno ha cercato mai di capirlo. Abbandonato dalla mamma in un orfanotrofio il giorno in cui venne al mondo, Luigi fu adottato a 6 anni ma è sempre stato un povero infelice. Per questo ha odiato il mondo che lo circondava.
Non dimentichiamo che da bambino scaraventò la nonna giù dalle scale. Al processo Luigi l’ha detto: “La colpa è la vostra. Io ho sempre sofferto. Se tornerò in libertà, per colpa vostra, ucciderò ancora. E non mi prenderete perché ucciderò in modo diverso”. Ma purtroppo Chiatti non è guarito perché non l’hanno mai curato. Vive in un istituto vicino a Firenze, fa il giardiniere. E temo che il suo buon comportamento in carcere abbia un solo fine: uno sconto della pena. Il resto non gli interessa.

 

 

 

 

 

 

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