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Iran: 24enne impiccato per traffico di droga; tagliata mano a un ladro davanti agli altri detenuti PDF Stampa
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Adnkronos, 24 novembre 2010

 

Un ragazzo di 24 anni, condannato a morte per traffico di droga, è stato impiccato nel carcere di Kashan, nell’Iran centrale. Lo ha riferito il quotidiano Nefse Jahan, citato dal sito web dell’ong Iran Human Rights, che si batte contro la pena di morte nella Repubblica Islamica. Il detenuto, identificato come Mahmood N., era stato condannato da un tribunale rivoluzionario di Kashan per il possesso di 500 grammi di eroina. Omicidio, adulterio, stupro, rapina a mano armata, apostasia e traffico di droga sono i reati punibili con la pena di morte in Iran.
Un ladro ha subito l’amputazione della mano nel carcere di Mashad, la città santa dell’Iran nordorientale. Lo riferisce l’agenzia d’informazione semiufficiale Fars, precisando che la condanna è stata eseguita davanti a un gruppo di detenuti. Nei giorni scorsi il sostituto procuratore di Mashad, Omid Mortazavi, aveva annunciato una nuova ondata di pene corporali nel carcere di Mashad. Secondo Mortazavi, l’applicazione di questo tipo di pene è fondamentale perché “è da monito per i criminali e garantisce la sicurezza dei cittadini”. Già nei mesi scorsi la procura di Mashad aveva imposto l’amputazione degli arti di alcuni detenuti colpevoli di furto e rapina, suscitando le critiche degli attivisti per i diritti umani in Iran. Durante l’ultimo anno sono almeno sei i casi di amputazioni di mani eseguite in Iran, sulla base della legge islamica in vigore.

 

 

 

 

 

 

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