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Giustizia: con l'ergastolo, Papa Francesco Bergoglio abolirebbe anche le carceri minorili PDF Stampa
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Agi, 12 maggio 2015

 

"La strada più facile è andare in carcere. Quella giusta è dire: "sei caduto? Alzati ti aiuterò a reinserirti. È aiutare a reinserirsi". Papa Francesco ha risposto così alla domanda fattagli pervenire da un ragazzo detenuto a Casal del Marmo, il carcere minorile di Roma, da lui visitato il Giovedì Santo 2013, in una delle sue prime uscite dal Vaticano dopo l'elezione.

Nello straordinario dialogo di oggi con i bambini della scuole primarie presenti all'udienza concessa alla "Fabbrica della Pace", Bergoglio ha evocato analoghi concetti anche rispondendo alla figlia di un detenuto adulto che gli ha chiesto: "c'è una possibilità di perdono per chi ha fatto cose brutte?".

"Dio perdona tutto, capito? Siamo noi a non sapere perdonare a non trovare strade di perdono. Tante volte per incapacità o perché è più facile riempire le carceri che aiutare chi ha sbagliato ad andare avanti", ha risposto il Pontefice rivelando lui stesso che la domanda era stata posta dalla bambina di un carcerato. Mentre al ragazzo di Casal del Marmo che voleva sapere se il Papa è d'accordo con il fatto che bisogna rispondere col carcere ai reati compiuti dai minori, Francesco ha opposto un netto: "No, non sono d'accordo, la risposta è che ti aiutino a rialzarti, a reinserirti, mentre andare alla soluzione del carcere è la cosa più comoda per dimenticare quelli che soffrono".

"Tutti - ha continuato Bergoglio rivolto ora a tutti i bambini presenti - posso fare gli stessi sbagli che ha fatto lui, tutti possiamo fare gli sbagli più brutti". Non bisogna condannare mai, ma aiutare sempre a rialzarsi e reinserirsi nella società", ha aggiunto ricordando la canzone degli alpini per la quale "la vittoria non è nel non cadere ma nel non rimanere caduti".

"Tutti - ha concluso - sbagliamo. E la nostra vittoria è rialzarci e aiutare gli altri a non rimanere caduti. È più facile scartare una persona che ha avuto uno sbaglio brutto, condannarlo a morte con l'ergastolo. Il lavoro deve essere sempre quello di aiutarlo a rialzarsi, a reinserirsi". Papa Francesco ha affrontato questo tema anche nella recente "Bolla" d'indizione del Giubileo del Giubileo Straordinario, nella quale per tutti i peccatori ha una parola di speranza: "Dio va oltre la giustizia con il perdono. Se Dio si fermasse alla giustizia sarebbe - scrive - come tutti gli uomini che invocano il rispetto della legge. La giustizia da sola non basta".

Nel testo che spiega finalità e modi di attuazione dell'Anno Santo della Misericordia il Papa sottolinea che "chi sbaglia dovrà scontare la pena. Solo che questo non è il fine ma l'inizio della conversione. Ciò non significa svalutare la giustizia ma Dio la ingloba in un evento superiore dove si sperimenta l'amore che è fondamento di una vera giustizia". Nell'antico Israele, ogni sette anni sabatici, nel Giubileo era prescritta la liberazione dei prigionieri, la cancellazione dei debiti e la restituzione delle terre agli antichi proprietari.

 

 

 

 

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