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Lettere: Berlusconi o il ladruncolo... comunque impiccateli! PDF Stampa
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di Piero Sansonetti

 

Il Garantista, 13 marzo 2015

 

Ce lo si poteva aspettare: il partito dei giudici ha lanciato la controffensiva. Non si convince di essere stato clamorosamente sconfitto, e anche un po' sputtanato, dinnanzi al mondo intero. Perché il processo-Ruby si è svolto (per volontà di Bocassini-Bruti-Travaglio-Mauro) dinnanzi al mondo intero.

E non pensa che forse è giunto il momento di riflettere su due o tre problemi che riguardano lo strapotere illegittimo dei Pm (in particolare quello della Procura di Milano, che da oggi è una Procura totalmente delegittimata) e che recentemente sono stati posti sul tappeto dal Presidente Mat-tarella (con qualche prudenza) e dal Papa Francesco con chiarezza e in modo combattivo (ma i giornali se ne sono occupati poco, come era logico). In cosa consiste questa controffensiva? Due mosse. La prima è schierarsi a corpo morto ("perinde ac cadaver" dicevano i vecchi gesuiti) a difesa della Procura di Milano, demolita un po' sprezzantemente dalla Corte d'Appello e poi dalla Cassazione. La seconda è nel chiedere dei risarcimenti, sollecitando il governo a provvedimenti che limitino ancora - anziché ripristinarlo - lo Stato di diritto.

Il primo provvedimento che chiede il partito dei Pm è quello di limitare ancora la prescrizione, in modo da poter allungare ulteriormente i processi, renderli infiniti, e far diventare superflua la condanna o l'assoluzione, perché la pena si sconta col solo fatto di restare sotto accusa magari per vent'anni. I Pm ormai sono convinti di questo: l'indagine deve essere contemporaneamente investigazione e pena, perché questo è l'unico modo per affermare un'etica della giustizia sostanziale, e per punire gli imputati. Poi ci sono altri provvedimenti che consistono nell'aumento delle pene per vari reati. Per la precisione tre tipi di reati: quelli che potrebbe commettere Berlusconi, quelli di mafia e quelli piccoli piccoli della microcriminalità (furti negli appartamenti e rapine).

Perché? Chiarissimo il perché, perché sono i reati-tv, capite che intendo dire con reati-tv? Quelli sui quali la Tv si appassiona, si indigna, apre inchieste. Negli ultimi tempi è stata lanciata una campagna forsennata sulla devastante caduta della sicurezza in Italia. Inchieste, denunce, dirette dai posti più strani. Questa caduta della sicurezza però non esiste. I dati dicono che da anni i reati più gravi (soprattutto, guarda caso, i reati mafiosi) sono in crollo.

Calano vertiginosamente omicidi, sequestri, stragi, violenze. È vero che da qualche anno (evidentemente in rapporto alla crisi economica e all'aumento della povertà assoluta e della disperazione) sono in aumento i piccoli furti, e che sul piano dei piccoli furti l'Italia è in testa alle classifiche dei grandi paesi europei insieme alla Gran Bretagna, ma è vero anche che per il furto sono già previste pene fino a 8 anni - che non sono pochissimi - e che tutti gli altri reati che non siano il furto in appartamento sono in caduta libera (comprese le rapine e i furti di automobili) e l'Italia, oggi, è considerato uno dei paesi più sicuri d'Europa (tra i grandi paesi solo la Germania è più sicura).

Da secoli, ormai, lo sviluppo della civiltà comporta una riduzione delle pene e un attenuamento della loro severità. Tranne che nei periodi di involuzione reazionaria e autoritaria, come quando l'Europa fu travolta da un lato dalla barbarie nazista, e dal fascismo, dall'altra dalle spietate dittature comuniste. Ora, qui da noi, questo principio si è arrestato. Ogni giorno i nostri politici decidono di aumentare le pene e di inventare nuovi reati (riciclaggio, omicidio stradale, falsissimo in bilancio, eccetera eccetera).

Perché succede questo? C'è stato un corto circuito nella nostra intellettualità. Questo fatto nessuno vuole prenderlo in considerazione. Fino a vent'anni fa l'intellettualità italiana era in gran parte vicina ai partiti politici, ma manteneva una sua autonomia e soprattutto difendeva il suo diritto al pensiero. Poi, a un certo moneto, si è arresa.

Persi i partiti si è sentita sola, sperduta, impaurita. Si è prostrata dinnanzi ai "Girotondi" (ricordate i girotondi?) e ha iniziato a correre, verso destra o verso sinistra, in direzione del fascismo, del patibolo come simbolo di riscatto dei valori dell'onestà e della legalità. È tremendo dire queste cose. Però, lo sapete tutti, sono la verità. E nessuno osa dire che la persecuzione giudiziaria verso Berlusconi - che non

può essere negata in buonafede - o verso il topino di appartamento, il ladruncolo, siano due facce della stessa medaglia, della voglia di forca, di criminalizzazione dell'altro. Che sia il tuo nemico politico, o che sia il piccolo ladro, il legalista e irrispettoso. Possibile che il governo non se ne accorga? Possibile che non se ne accorgano il Pd e l'Ncd, almeno.

 

 

 

 

 

 

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