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Giustizia: il ministro Orlando alla Camera "la corruzione ha dimensioni intollerabili" PDF Stampa
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La Repubblica, 19 gennaio 2015

 

- TESTO DELLA RELAZIONE DEL MINISTRO (PDF)

 

Nell'annuale relazione sull'amministrazione della giustizia il Guardasigilli difende l'autonomia delle toghe e sottolinea che la riforma "non ha finalità punitive" nei confronti dei magistrati. Per il ministro necessarie nuove misure per contrastare il terrorismo. Migliora la situazione delle carceri, detenuti in calo.

"Una giustizia efficiente è un importante obiettivo da raggiungere, un pilastro di ogni moderna democrazia. Faccio appello a tutte forze le politiche perché la giustizia non torni a rappresentare terreno di misera polemica, ma di collaborazione". Si conclude con un appello alla collaborazione rivolto a tutte le forze politiche l'annuale relazione sull'amministrazione della Giustizia illustrata alla Camera dei deputati del Guardasigilli Andrea Orlando.

Il passaggio più significativo è quello sulla corruzione, una vera emergenza del nostro Paese come ribadito anche dal ministro: "Le inchieste dimostrano che la corruzione ha raggiunto dimensioni intollerabile anche per il frequente suo intreccio con le organizzazione di tipo mafioso. Questo ha effetti devastanti sul piano economico e per i cittadini".

Il ministro non ha voluto nascondere "la polvere sotto al tappeto" e ha anche affrontato i temi più controversi dato che "il malfunzionamento del sistema giudiziario rappresenta, secondo chi ci guarda da fuori, uno dei più grandi macigni sulla strada della crescita".

Giustizia civile e responsabilità civile magistrati. Il ministro non ha eluso i temi più spinosi sul tavolo, a cominciare dalla responsabilità civile delle toghe: "Una riforma - ha sottolineato - che non ha una finalità punitiva" ma nasce "dall'esigenza di corresponsabilizzazione di chi ha causato il danno" e non intende "comprimere l'autonomia o la libertà del magistrato". L'Anm aveva aspramento criticato il provvedimento, così come aveva bocciato la riduzione delle ferie dei magistrati. Orlando ha sottolineato che il Governo contrasta "qualunque ipotesi di compressione dell'autonomia dei magistrati, e dell'interpretazione delle norme".

Dal Guardasigilli è arrivata una ferma difesa del reato di falso in bilancio, "un tema cruciale nel contrasto delle più gravi forme di criminalità economica e mi auguro sinceramente che il confronto parlamentare possa svilupparsi proficuamente, contribuendo alla ricerca di soluzioni equilibrate ed efficaci". Poi ha spiegato la proposta dell'esecutivo in materia, già trasformata in emendamenti al testo in esame al Senato, che consiste nel "considerare le condotte di falsificazione come illecito di pericolo elevando le pene per garantire la deterrenza della sanzione e l'efficienza delle indagini".

La giustizia civile, oggetto di una riforma approvata dal Parlamento a novembre, vede un calo delle cause pendenti al giugno del 2014 (poco più di 4 milioni 800 mila): per la prima volta dal 2009 il dato scende "sotto la soglia dei 5 milioni".

In ambito penale invece gli obiettivi da perseguire sono il "rafforzamento del patteggiamento e la riforma del giudizio di appello, da trasformare in un controllo del giudizio di primo grado, e la razionalizzazione dei casi di ricorribilità per Cassazione".

Rafforzare strumenti protezione contro terrorismo. Un passaggio della relazione è stato dedicato alla minaccia terrorista, arrivata ad un livello altissimo anche nel nostro Paese: "La crescente minaccia del terrorismo pone obbligo di un rafforzamento degli strumenti di prevenzione e repressione" ed è "ineludibile introdurre nuove misure per rendere selettivi e stringenti i controlli sui materiali che potrebbero essere usati per attentati e sulle misure contro gli stranieri combattenti", spiega il ministro.

Carceri, dati in miglioramento. Inevitabile poi un riferimento alla situazione carceraria: il ministro ha comunicato che al 31 dicembre 2014 i detenuti nelle carceri italiani sono 53.623. Una situazione in miglioramento rispetto al 2013, quando nelle nostre case circondariali erano stipati 62.536 detenuti (erano 66 mila quando è arrivata la condanna della corte di Giustizia europea). Orlando ha comunicato che "l'archiviazione degli oltre 3 mila ricorsi alla Corte di Strasburgo" da parte dei detenuti, grazie alle misure compensative predisposte dal governo, "comporterà un risparmio di 42 milioni di euro". Questo grazie alle misure compensative introdotte dal governo, promosse a novembre dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. Infine l'annuncio della prossima nomina del Garante nazionale dei detenuti.

 

 

 

 

 

 

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