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Caltanissetta: carcere di Villalba, struttura seminuova lasciata nell'abbandono più totale PDF Stampa
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di Roberto Mistretta

 

La Sicilia, 4 gennaio 2015

 

L'ultimo appello in ordine di tempo per riaprire il carcere, fu lanciato invano nel febbraio del 2013. Ed infatti il carcere di Villalba continua a rimanere fuori dai circuiti di riconversione. Uno scandalo sotto gli occhi di tutti.

Si tratta di una mega struttura che potrebbe creare economia e nuovi posti di lavoro, ed invece, nonostante già costruita e potrebbe anche ritornare a funzionare coi dovuti accorgimenti, il carcere di Villalba fu tagliato fuori ancora una volta dall'intesa firmata nel 2010 tra Palermo e Roma per fare sorgere in Sicilia quattro nuove carceri, senza tenere conto delle carceri già edificate e chiuse da tempo.

Anni addietro, l'attuale presidente del Consiglio comunale Salvatore Bordenga, allora a capo di un comitato cittadino scrisse perfino al ministro della Giustizia chiedendo che venisse riaperta l'ex casa mandamentale.

Quando la struttura funzionava tra il 1985 e il 1990, ospitava circa 70 detenuti. Dopo la chiusura lo stabile fu ceduto al Comune di Villalba che, nonostante i diversi tentativi di affidamento all'esterno, non è mai riuscito ad utilizzarla, considerata la tipologia esclusiva della struttura. Abbiamo documentato, mentre altrove le carceri scoppiano, che nella struttura abbandonata di Villalba vi pascolavano pecore e cavalli. I problemi del carcere iniziarono quando il ministero della Giustizia chiuse la casa mandamentale e l'immobile passò al Comune e il personale di sorveglianza fu trasferito ad altre mansioni.

Il carcere di Villalba si compone di 32 celle a due posti, servizi igienici e docce annesse, la cucina per 250 pasti, la lavanderia, la mensa e spazi verdi per i detenuti, nonché padiglioni per gli uffici e gli alloggi del personale. Tutto disponibile, ma tutto chiuso. Nei magazzini sotterranei si trovano riserve idriche per 350 mila litri e una pompa per il cherosene (è stato anche realizzato l'impianto di metano). La zona lavanderia è ancora funzionante, l'attrezzatura della sala cucina è stata invece smontata e rimontata nell'asilo nido.

Nel braccio dove sono ubicate le celle, sez. A e sez. B, si trovano 16 celle a due posti per ogni sezione, dotate di servizi igienici (bidet, gabinetto e armadietti), armadi e comodini a muro, letti a castello fissati al pavimento, impianto di riscaldamento e antenna tivù. Ogni cella misura circa 4 metri per 2.20 ed è chiusa da due porte ferrate: una a giorno e una per la notte, dotata di spioncino. Ogni sezione è dotata di docce.

C'è anche una grande sala adibita a cappella. La zona per l'ora d'aria, si compone di circa 600 mq di spazi aperti delimitati da alte mura (circa 20 metri). Al piano superiore del carcere si trovano due appartamenti per il personale, ogni appartamento attrezzato di tutto punto misura circa 100 mq. Ma è tutto chiuso e abbandonato.

 

 

 

 

 

 

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